GIORGIO RAMELLA

Due stagioni allo specchio '60 Castello di Barolo 1° parte
Due stagioni allo specchio '80-1 ß O P E R E à Castello di Barolo 2° parte
Due stagioni allo specchio '80-2 Opere di piccole dimesioni
L'America 1° parte L'America 2° parte

Giorgio Ramella studiosLe opere di Giorgio Ramella sono caratterizzate da una quanto mai singolare stesura cromatica: I'artista spreme infatti direttamente i colori dal tubetto, seguendo andamenti lineari paralleli e sovrapposti che determinano una sorta di campo materico reso vibrante dalle sottili bande cromatiche di diversa gradazione luminosa. Luce ed oscurità coesistono nell'opera creando paradossali conflitti. In Fenditura rossa del 1996 e in La roccia e il fuoco del 1997 una linea a intermittenza - un solco rosso attraversa I'immagine. Lo spettatore è tentato di scorgere il magma rosso terrestre sotto la superficíe nera e incrostata. Nei dipinti nascono strutture lacerate che fanno pensare a lotte e ferite. Di questa serie fanno parte i quadri intitolati Archi neri, Battaglia, Warriors, che rappresentano la lotta interiore ed esteriore delle forze. La tematica dei dipinti di Ramella riprende I'eterna questione umana della lotta per la sopravvivenza, ripetuta perennemente ma con soluzioni diseguali, visto che le condizioni alle quali rispondono sono sempre diverse, anche se somiglianti. Negli ultimi anni I'archeologia dell'atto mnemonico si abbandona in strati di memoria sempre più profondi, per arrivare fino alle origini delle culture preistoriche. Le figure cifrate di Ramella fanno pensare alla pittura arcaica su roccia. Ma queste immagini hanno un punto di partenza totalmente diverso, contemporaneo. In rappresentazioni essenziali, Ramella cerca dí tenere in vita i ricordi di certe esperienze che si sono incise nella sua memoria visiva e concettuale. Nei primi anni Sessanta dipinse una serie intitolata Incidenti, ispirata ad un incidente d'auto notturno di cui fu testimone. Nel ricordo elabora I'accaduto in forme scheggianti color cromo. Trent'anni dopo affrontiamo di nuovo una trasposizione della memoria: le lettere in terra, i fiori rinsecchiti e la carta gocciolante in rosso ci parlano di un'esperienza dolorosa. II tema del ricordo diventa esplicito nel titolo di uno di questi dipinti: "I ricordi cominciano nella sera", omaggio a Pavese. Anche la serie di dipinti presentata in mostra sviluppa ricordi personali e allo stesso tempo primordiali. A prima vista questi quadri ripercorrono le impressioni di un viaggio negli Usa, intrapreso alcuni anni fa. Una persistente emozione hanno suscitato in lui i graffiti delle stazioni di metrò newyorkesi; in particolare lo ha affascinato la stazione trascurata di "Coney Island", da cui nasce quel giallo che domina tutta la sequenza. I dipinti di Ramella hanno in comune la prosecuzione dell'immagine per mezzo dei titoli, che a volte confondono appositamente, confermando I'accaduto solo apparentemente e dischiudendo nuoví strati cognitivi della memoria. A prima vista, titoli come Segni primitivi, Canto primitivo, i grandi segni si riferiscono all'arte "primitiva". Per intero o in frammenti ci sembra di riconoscere arco e freccia, figure in lotta e lacerazioni. Ma nello stesso modo potrebbero essere i caratteri di un'ignota scrittura universale.
La percezione variabile dei dipinti di Ramella ci dimostra ancora una volta che le civiltà del passato, tramandateci solamente in modo incompleto, non si differenziano più di tanto dal mondo odierno, percepibile solo frammentariamente. I dipinti di Ramella ottengono la propria forza di persuasione dallo sforzo emozionante di rendere attuale il passato e, attraverso una particolare alienazione, di far sembrare I'attuale passato.
Susanne Grotz

dal Catalogo della mostra "Giorgio Ramella" alla MAZE ART GALLERY di Torino (1999)