GIORGIO RAMELLA
(Torino 1939)

RECENSIONI MOSTRA CASTELLO DI BAROLO

da "IL GIORNALE DELL'ARTE" n.179 - luglio/agosto 99

Barolo: il materismo graffitista di Ramella.
Partito da una ricerca afferente alla nuova figurazione, Giorgio Ramella è approdato negli anni Ottanta a una pittura segnica, nella quale i , forti impasti materici, modellati dalla spatola, assumono il valore di «conduttori» di luce. L'attuale personale, allestita in una sede storica nel cuneese, in una delle capitali enologiche d'Italia, raccoglie dipinti dal 1993 a oggi, il cui simbolo protagonista è sintetizzato nella figura del guerriero (uno del 1999 è illustrato nella foto), desunto da un repertorio immaginario di graffiti che possono essere, a seconda di come li si interpreta, di origine primitiva o metropolitana. All'opera pittorica è abbinato un nucleo di carte: sono studi preparatori od opere compiute nelle quali si fa più evidente la sperimentazione grafica e materica. 
Giorgio Ramella, Castello Comunale Falletti, fino al 6 settembre.
Franco Fanelli

da La Repubblica - Arte e Cultura

LA MOSTRA - GIORGIO RAMELLA 
Castello comunale di Barolo; Barolo. «Nell'opera di Giorgio Ramella si rivela e confluisce la vita e l'ansia di vivere, come in un diario visivo autobiografico  scrive OIga Gambari nella bella presentazione dedicata all'artista semi-informale Sono i dipinti di grandi dimensioni già ammirati in una recente mostra a Torino. Fa piacere, comunque, rivederli in questo suggestivo contesto langa rolo, in mostra fino al 6 settembre Giorgio Ramella utilizza la non-forma per permettere all'osservatore spiragli che porgono della narrazione un taglio arcaico, tracce come simboli archetipici riflessi dell'inconscio di un pittore la cui coscienza s'invola tra significati misteriosi. Ancora una volta va ricordato che Giorgio Ramella è essenzialmente un vero pittore che utilizza il tubetto a ragione veduta. Lo schiaccia ed incanala il pigmento monocromatico accanto ad altre monocromie parallele. Questi gesti razional-caotici propongono una materia vibratile. 
Paolo levi

da La Stampa del 31.07.99

UNDERGROUND
Il disagio di Ramella Barolo, Giorgio Ramella, disegni e dipinti, fino al 6 settembre.
Giorgio Ramella aveva esordito nei primi Anni 60 accanto alla triade Ruggeri Saroni e Soffiantino con le luci lancinanti della sua drammaturgia urbana, Incidenti, Vetrine, e Città. Trent'anni dopo, con una sorta di coerenza ciclica nell'espressione aspra ma pittoricamente sontuosa del disagio .metropolita no è disceso negli inferi della metropolitana del Bronx a New York, nella secca nudità cementizia e minimale dei suoi angoli segreti, flagellati da una pioggia di luce "acida" al neon fra biacca, nero catrame e giallo citrino. Poi, nella fase che oggi è approdata nelle sale del castello comunale di Barolo, rileggendo il mondo filmico contemporaneo e futuribile dei Guerrieri della notte, Blad Runner e Fuga da New York, ha trasformato l'underground nella caverna tribale degli indiani metropolitani. La pioggia psichedelica di neri gialli e biacche, si è abbagliata di rossi, di arancioni, di viola, su cui si aggrumano o si incidono ombre graffite di guerrieri aborigeni con lancia e arco.
Marco Rosci.

La stampa del 23.07.99

L'arte d'estate va in provincia Nel Castello Comunale "Falletti" di Barolo è in corso la mostra di disegni e dipinti di Giorgio Ramella (sino al 6 settembre, telefono 0173/56.277, orario: 10-12; 15-18,30). L'artista torinese propone una scelta di composizioni astratte; di pagine pittoriche che ricordano i segni graffiti degli uomini preistorici, di documenti e bozzetti preparatori legati a immagini di guerrieri antichi. E sono frammenti di identità, di vivaci colori (dal rosso al giallo al blu), di frecce e archi e luci che accendono la superficie dei quadri.
Angelo Mistrangelo