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Dipingo, ad esempio, la mia moto.
Dopo un paio di anni di lavoro su questa immagine il risultato mi pare
abbastanza strano. Ho alleggerito la figura di alcune parti che, nel
tempo, mi sembravano non essenziali, e mi sono concentrato sulla
carrozzeria, sull'idea di pura forma che contiene; ho scelto la visione di
profilo perché è la più completa, semplice e primitiva, e la spaziatura
in alto; affinché lo sfondo si trasformasse in un vuoto drammatico, non
inutile. Ma tutto questo è niente se non si "fa" nella pittura,
e che sia una pittura tutta di superficie, tonale, magrissima, leggera; e
anche molto casuale (la tela distesa suI pavimento è annegata da una
tempera liquidissima, dai risultati imprevedibili). Ma tutto questo è
niente se la pittura non si fa proprio nel rapporto figura-sfondo, a
cavallo di quel confine, che annulli anzi quella dicotomia in una osmosi,
in una sostanza unica che non saprei definire altrimenti se non, come
" magica". |