Francesco Casorati
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Incisioni
La scelta personale di
Francesco Casorati, anche le ultime acqueforti lo confermano, è configurata come un mito:
il mito della persistenza, della probabilità della durata del mondo dell'infanzia,
candido e lunatico, malinconico e allarmato; colto cioè sempre di sorpresa.
Ha poca importanza dire se questo mito è un mito di comodo, se cioè è un mito
letterario; o se invece rappresenta in forma quasi araldica la risposta ad un bisogno
struggente dí confrontare le proprie esperienze con un modello, quello dell'infanzia
appunto, in cui tutti i segni, anzi i segnali, quelli dell'amore e quelli dell'odio,
quelli della bontà e quelli della crudeltà, sono nient'altro che richiami offerti alla
nostra conoscenza e adatti ad incantarci nella stessa misura.
Da questo continuo recupero di un modello remoto, nel senso di un controllo della
quantità e della qualità della coerenza poetica e formale, le lastre di Francesco
Casorati acquisiscono il duplice aspetto, quasi per sovrapposizione ottica e selezione
fantastica, di matrici di un'immagine chiaramente individuata nei suoi segni e nei suoi
colori esclusivi e di matrici, anche nel senso letterale della parola, di immagini che
sono al tempo stesso un eco ed una promessa di altre; di immagini cioè che non hanno
esaurito il loro significato, né lo hanno collocato definitivamente alle loro spalle. Del
resto, in tutta l'opera di Francesco Casorati si avverte una specie di rimescolio o
tramestio tra presente e passato, come se fosse percorsa da correnti che si muovono nelle
due direzioni e provocano uno scambio delle parti, che è poi facilitato dal modo di
inscenare la rappresentazione e di articolare il racconto.
Il racconto infatti è realizzato per frammenti, ciascuno dei quali figura un
oggetto, un gruppo di oggetti o di personaggi, protagonisti e comparse che sono esemplari,
quasi categoríe del discorso o, in questo caso, sigilli portanti, impronte emblematiche,
che è possibile ritagliare seguendo il contorno e quindi riutilizzare come icone
simboliche, come sindoni di un'idea elementare. (...)
Luigi Carluccio, 1973
da Francesco Casorati opera grafica I quaderni di nuvolnera 1993