- LAURA AVONDOGLIO -

CRITICA

1990 - monocromo - pittura a olio su lamiera 93x58x3....II volto, luogo del corpo in cui vogliamo vedere concentrati i caratteri delle personalità; in cui ci piace pensare che una storia interiore divenga leggibile, il volto, punto di contatto del sé con il fuori da sé e mappa esemplare dell'immaginazione e dell'azione erotica, il volto è il tema costante della pittura di Laura Avondoglio. II suo lavoro è fondato sulla contraddizione di un meccanismo operativo che simula ed insieme dissimula il proprio oggetto di affezione. Come la maschera, che nel celare i lineamenti di un viso allo stesso tempo li sottolinea e li evoca, così questa pittura trasforma I'essenza di un volto in pura funzione del suo apparire e del suo immediato svanire.

Per Laura Avondoglio dipingere è lasciar fluire da sé una pioggia di gesti e di tracce colorate che dissolvono Ia figura e insieme la dilatano, per riproporla nel lampeggiare di occhi e bocca; fulcri fascinosi ed ossessivi su cui i segni si accaniscono. Nell'assenza dei neri, la cui morte è festeggiata in ognuno di questi quadri, affiora, orgogliosamente accettata; I'eredità di un dipingere gestuale, materico, aggressivo....

...nei dipinti di Laura Avondoglio I'immagine conchiusa del volto non arriva mai a fissarsi sulla tela perché la febbre dell'espressione annulla la compostezza riconoscibile dei lineamenti (ed insieme I'idea classica..del ritratto).

Maria Teresa Roberto marzo 1988


da "Laura Avondoglio - Ermanno Barovero"  Juliet Art Magazine
Centro LA CAPPELLA Trieste 1998