
FONDAZIONE
ITALIANA PER LA FOTOGRAFIA
museo della fotografia
storica e contemporanea
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PAESAGGI
DELLA BIODIVERSITA' |
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COMUNICATO
STAMPA 04.09.2003
X
BIENNALE INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA
IN
NATURA
TRA OSSESSIONE E DISTRAZIONE, GEOGRAFIA E
AMBIENTE
Rassegna internazionale di artisti e
fotografi
a
cura di:
Anna Detheridge
Il
4 settembre 2003 a Palazzo Bricherasio, in Via Lagrange 20 a Torino, la
Fondazione Italiana per la Fotografia inaugura la X edizione della Biennale
quest'anno dedicata al tema della Natura.
La mostra a cura di Anna Detheridge avrà come titolo IN NATURA con sottotitolo
Tra ossessione e distrazione, geografia e ambiente. Il tema di grande attualità
propone una nuova lettura del rapporto dell'uomo con il proprio habitat, con
l'ambiente, con la vita organica, in breve con tutti quegli aspetti della vita
che si è abituati a definire "naturali".
"Le opere che verranno proposte in Biennale ci invitano a riflessioni inedite sui luoghi che ci appaiono familiari, il mondo suddiviso, definito dalle carte geografiche, dal clima e dai mari, il mondo diurno e notturno, il rapporto ambiguo e sfuggente tra l'universo che percepiamo e quello che realmente abitiamo" spiega Anna Detheridge, recentemente nominata Direttore Artistico della Fondazione Italiana per la Fotografia.
La
mostra sarà articolata in tre sezioni principali:
Giovani Autori Italiani, dedicata esclusivamente a una rosa selezionata di
artisti e fotografi italiani che abbiano dedicato un momento del loro percorso
ad una riflessione sulla Natura e che si siano distinti in tempi recentissimi
per la qualità del loro lavoro.
Panorama Internazionale, una proposta di lavori realizzati da autori da diverse
parti del mondo, che offre una molteplicità di visioni e sguardi non certo
sentimentali ma di confronto con la concreta realtà del mondo fisico e
materiale.
I Paesaggi della Biodiversità. Con questo termine s'intende sottolineare la
ricerca di immagini e di spazi della diversità biologica. In mostra fotografie
di Pablo Balbontín Arenas, Franca Chiono, Michele Dantini che mettono a fuoco
la percezione del mondo naturale. Accanto alla mostra e nell'ambito della
Biennale verrà presentato concorso fotografico al quale la Fondazione
attribuisce grande importanza e che si svolgerà su tutto il territorio
nazionale indirizzato alle scuole di tutti i livelli. Il concorso ha intenti e
carattere formativi e avrà il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e Tutela
del Territorio.
37
artisti, circa 300 immagini compongono il percorso espositivo di questa X
edizione della Biennale Internazionale di Fotografia che sempre più afferma il
carattere della contemporaneità e di assoluta novità accostando ad artisti
già noti sul piano internazionale i più interessanti autori della nuova
fotografia.
Elemento di spicco di questa edizione è anche la collaborazione con l'International
Short Film Festival di Oberhausen, Germania che fin dal suo nascere nel 1954 si
afferma nel panorama delle rassegne cinematografiche internazionali come
importante appuntamento dell'avanguardia e della sperimentazione, con
particolare riferimento al cortometraggio. La direzione del Festival tedesco ha
curato la rassegna che per 3 giorni, 10-11-12 settembre, verrà ospitata al
Centre Culturel Français di Via Pomba 23.
Le prime due sezioni della mostra avranno luogo nella sede principale, a Palazzo
Bricherasio, via Lagrange 20 dal 5 settembre al 12 ottobre.
La mostra I paesaggi della Biodiversità sarà allestita nella sede della
Fondazione Italiana per la Fotografia, via Avogadro 4 dall'11 settembre al 19
ottobre.
Con la X Biennale Internazionale di Fotografia la Fondazione festeggia anche il ventesimo anniversario. Un traguardo importante raggiunto grazie al sostegno degli enti pubblici e privati nonché alla collaborazione di autori e istituzioni culturali che hanno accompagnato in questi anni la Fondazione nelle sue molteplici attività, facendone un punto di riferimento per chi opera oggi in Italia per la tutela e la promozione della fotografia.
X BIENNALE INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA
IN
NATURA
ELENCO DEGLI ARTISTI
Olivo BARBIERI
Sarah CIRACI'
Paola DE PIETRI
Paola DI BELLO
Francesco JODICE
Armin LINKE
Claudia LOSI
Tancredi MANGANO
Sara ROSSI
Elisa SCARAMUZZINO e Andrea PAVESI
Alessandra SPRANZI
Enzo UMBACA
Darren ALMOND
Tom HUNTER
Sonja BRAAS
Daniel & Geo FUCHS
Jitka HANZLOVA
Roni HORN
Zoe LEONARD
FISCHLI & WEISS
Naoya HATAKEYAMA
Ilya CHICHKAN e Peter WYRZYKOWSKI
Gregory CREWDSON
Olafur ELIASSON
Antonij KRATOCHVIL
Clive LANDEN
Simon NORFOLK
Richard MISRACH
John SMITH e Ian BOURN
Thomas STRUTH
Lars TUNBIORK
Lidwien van de VEN
Christina ZUCK
| Catalogo |
Edizioni
Fondazione Italiana per la Fotografia |
| Concorso |
Paesaggi
della Biodiversità
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Fondazione
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X BIENNALE INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA
IN
NATURA
TRA OSSESSIONE E DISTRAZIONE, GEOGRAFIA E
AMBIENTE
Torino - Palazzo Bricherasio
5 settembre - 12 ottobre
NOTE SUL PERCORSO ESPOSITIVO
Nel
mondo contemporaneo due visioni o punti di osservazione opposti hanno come luogo
di scontro proprio il terreno della Natura. Il punto di osservazione dell'ambientalismo
o dell'ecologismo, da un parte, e i teorici della cultura (o meglio i
decostruttivisti) dall'altra. I primi vorrebbero imporre il rispetto
incondizionato di ogni forma di vita, restituendo ad essa dignità fino ad
arrivare a posizioni quasi meccanicistiche in difesa della sacralità di ogni
albero, di ogni creatura vivente. I secondi convinti della importanza del valore
simbolico di ogni cosa pongono la distinzione "tra naturale e
innaturale", come se facesse parte di un dibattito soltanto culturale.
Accanto a quest'ultima posizione, quella di alcuni artisti che lavorano con
l'intelligenza artificiale e che danno valore simbolico ai codici numerici al
punto di ipotizzare il mondo virtuale quale un mondo soprannaturale o un
universo parallelo.
A complicare il dibattito, la sollecitazione continua al "consumo" di
Natura da parte di una nascente industria dell'Ecologismo e del Tempo Libero che
mescola ecologismi moralistici ed edonismi prêt à porter, in un unico
calderone di confusioni.
Ma perché è sempre più necessario oggi trovare non solo le parole, ma le
immagini per poter parlare di Natura? La dimensione della Natura ci è
necessaria per scoprire ciò che noi NON siamo. Guardare la Natura significa
finalmente gettare lo sguardo oltre noi stessi, confrontarsi con qualcosa che ci
sovrasta e alla quale il nostro destino è indissolubilmente legato.
Inserendosi in questo dibattito gli artisti selezionati per la Biennale affrontano con il proprio diverso bagaglio culturale il tema in un percorso che si snoda lungo alcune tappe: la natura rappresentata, la rappresentazione della Bellezza, la natura come artificio, la natura offesa.
LA NATURA RAPPRESENTATA
La
prospettiva centrale, che dà senso e misura ad ogni cosa, cardine della visione
occidentale dal Rinascimento in poi, oggi appare solo una tra le tante possibili
visioni.
Il pittorialismo infatti, certamente il più conservatore tra i linguaggi
fotografici, oggi non può che essere un tranello per meglio sovvertire le
certezze anacronistiche dello spettatore ignaro.
Le convenzioni del paesaggismo del XVIII secolo nelle mani di Simon Norfolk si
applicano alla terribile bellezza dei territori devastati dalla guerra,
ricoperti di schegge e di detriti; mentre Tom Hunter ritrae la nudità delle
giovani squatters al bagno nelle acque residuali di Hackney con le splendenti
tonalità rosee e con la suadente retorica della pittura preraffaellita.
L'indagine sul rapporto tra arte e scienze naturali vede tra i protagonisti:
l'artista danese Olafur Eliasson che basa suo lavoro sulla costruzione di un
repertorio di paesaggi della biodiversità: grotte, conformazioni di ghiacci e
di fiordi, la cui ripresa dall'alto, evitando il punto unico di osservazione,
comunica un senso di instabilità e di movimento alla fisionomia del territorio.
Nelle fotografie di Richard Misrach, invece, il cielo costituisce "la
consapevolezza del paesaggio". Il clima e la luce donano al territorio il
proprio temperamento: gioiosità, malinconia, freschezza, calma o furore..
I suoi Desert Cantos, omaggio indiretto a Steiglitz e a James Turrell, sempre
più astratti, sono puntualizzati dal nome del luogo, dalla data e dall'ora
esatta. Le qualità effimere della luce, del colore dell'aria sono ancorate a
una realtà fenomenologica, di istanti "solidificati" dal colore,
testimonianza poetica di un presente continuo.
LA RAPPRESENTAZIONE DELLA BELLEZZA
Per
la tradizione italiana la bellezza è legata a un'idea di perfezione,. Un'idea
di bellezza che è al tempo stesso sensuale, mimesi delle forme generose dei
frutti della terra e che non ha alcun interesse per una natura che non sia a
misura e su misura dell'uomo: la natura "selvaggia" al di fuori della
civiltà, semplicemente non esiste.
Oggi il lavoro di molti artisti italiani tradisce un'antica diffidenza verso la
natura e reinterpreta le paure di un mondo naturale "fuori controllo".
La fotografia di Francesco Jodice, ad esempio, apre domande eloquenti su che
cos'è oggi la ruralità in Italia: luogo residuale di emigrazione, di una
feroce emarginazione e, al tempo stesso, urbanizzazione, disneyficazione dello
stesso concetto di campagna, in via di recupero da parte del neo-cittadino
diventato agriturista.
In
opposta direzione va la ricerca spasmodica della "natura
incontaminata" : una passione irrefrenabile e paradossale come ha
dimostrato il 50° anniversario della prima ascensione del Monte Everest preso
di mira da una massa di alpinisti e di
turisti che, accalcandosi in uno delle zone più remote della terra, l'hanno
intasata di traffico e rifiuti.
Il viaggio di Darren Almond ai Poli è cominciato con un progetto ambientale per
ripulire l'Antartide dai rifiuti lasciati dalle basi scientifiche dei diversi
paesi che si contendono la zona. Ma le vedute innevate di Almond sono in realtà
"notturne", le tenebre della notte si spacciano per chiarori e più
sono oscure più appaiono pallide nel loro grigiore estraniante.
E le immagini luminose di ghiacciai e cascate d'acqua di Sonja Braas, che
ricordano i dipinti di Caspar David Friedrich, sono ricavate da modellini,
volutamente ingannevoli. I tropi del romanticismo, la tempesta, la cascata
torrenziale, i picchi innevati e le vedute dall'alto che rispetto alla
classicità hanno il merito di aver introdotto nella rappresentazione il senso
della transitorietà e della fugacità del tempo, sono decostruiti, rovesciati,
ma mantengono intatto il loro fascino.
NATURA COME ARTIFICIO
Viviamo
per nostra scelta in un mondo costruito a nostra somiglianza, conosciamo della
natura soltanto ciò che ci assomiglia.
Nelle ricostruzioni di una natura ideale valgono come sempre le convenzioni
iconografiche della nostra tradizione; così il fascino delle doppie esposizioni
floreali di Peter Fischli & David Weiss richiama alla mente la tradizione
pittorica della vanitas olandese, in cui la composizione floreale doveva
rappresentare una summa ideale di tutti i fiori più pregiati che in natura
sarebbe impossibile raffigurare insieme, data la fioritura in momenti diversi
dell'anno.
E le foreste di Thomas Struth non sono fatte per entrarvi, ma per rappresentare
un'idea di Paradiso come luogo del desiderio, un paradiso soltanto individuale,
riflessione paradossale sulla morte.
Luogo dell'artificio per antonomasia è il crepuscolo, il momento in cui il giorno si tramuta in notte, l'ora in cui le cose familiari diventano misteriose e la natura si fa minacciosa. Twilight (crepuscolo) è anche il titolo della serie di immagini di Gregory Crewdson ricostruite come un set cinematografico nei sobborghi americani: un paesaggio surreale ed incantato dove nella gabbia dorata di una natura addomesticata, uomini, animali, piante e aiuole mostrano il loro lato più inquietante.
In un mondo di paesaggi "non naturali" l'unica verità è quella artificiale. La giovane artista Sarah Ciracì, ispirandosi alle idee visionarie di Buckminster Fuller e ai paesaggi posthuman di James Ballard e Philip Dick, rielabora immagini satellitari attraversate da linee di "energia" e territori sovrastati dagli UFO, deserti ripuliti da ogni riferimento reale oppure luoghi familiari in cui irrompe una natura selvaggia e distruttiva, come se volesse vendicarsi degli affronti subiti.
LA NATURA OFFESA
La
precarietà dell'equilibrio naturale e la sua relazione con il comportamento
degli uomini sono ben presenti a molti autori. La serie Blast del giapponese
Naoya Hatakeyama, che visualizza le drammatiche detonazioni provocate dalle mine
nelle cave di calcare, materia prima del cemento, sottolinea la diretta
correlazione tra lo scavo in negativo della terra e la città costruita.
Il filmato e le immagini di Atomic Love, realizzati dall'artista ucraino Ilya
Chichkan e del polacco Piotr Wyrzykowski (Peter Style) a Chernobyl a distanza di
anni dall'esplosione, rappresentano atti d'amore sotto il reattore con tute e
maschere, sfidando ogni buon senso, una provocazione in favore della vita,
mentre Sleeping Princes, è un omaggio ugualmente ostinato ed estremo ai feti
mai nati delle donne di Kiev che hanno continuato a vivere nella zona della
morte.
La morte non è mai lontana dalle immagini di natura. Nelle fotografie
apocalittiche di Clive Landen, dedicate alla campagna inglese devastata
dall'epidemia di afta, esplodono le contraddizioni tra il rapporto mercenario
che l'uomo intrattiene con il mondo animale e l'immagine ideale di una ruralità
romantica e pittoresca.
Ugualmente intenso è il lavoro in bianco e nero di Liedwien van de Ven Terra
promessa/Palestina: una serie di immagini scattate sui monti tra Qumran,
Betlemme ed Hebron. Il tema sul quale si confronta qui l'artista non è soltanto
quello del territorio ma del senso profondo e incomunicabile dell'appartenenza.
X BIENNALE INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA
PAESAGGI DELLA BIODIVERSITA'
FOTOGRAFIE DI
PABLO BALBONTÍN ARENAS
FRANCA CHIONO
MICHELE DANTINI
Fondazione Italiana per la
Fotografia
via Avogadro 4
11 settembre - 19 ottobre
Inaugurazione
Mercoledì 10 settembre ore 21.00
Si
fa sempre più pressante il dibattito sul futuro del nostro Pianeta, sulle
strategie di conservazione e tutela del paesaggio e del mondo animale. Ma spesso
, come afferma Carlo Blasi nel testo in catalogo, si parla di ecologia e di
biodiversità senza rendersi conto che per parlarne è necessario conoscere gli
elementi che fanno parte degli ecosistemi o meglio ancora conoscere gli elementi
che fanno parte dei sistemi naturali, semi-naturali e antropici.
E' interessante notare come spesso le persone che dissertano di ecologia e di
biodiversità meno di altri ne conoscono il significato. E' nelle città dei
paesi industrializzati dove ciò avviene, ma non si pensa che le cause
principali di perdita della biodiversità sono spesso legate ai comportamenti e
alle abitudini quotidiane del vivere cittadino. I detersivi sono diventati
ecologici così come l'abbigliamento, la pulizia della città, gli alimenti, le
automobili, le vernici, i profumi, i deodoranti, i saponi, i quaderni, le
matite. Istintivamente ci sentiamo più tranquilli se il nostro acquisto è
"ecologico", senza sapere e senza riflettere sul fatto che
probabilmente l'unica vera azione ecologica sarebbe stata evitare l'acquisto
dell'oggetto definito ecologico o per lo meno ridurne l'uso.
Sarebbe auspicabile che la moderna ecologia, così profondamente presente nella
vita di tutti i giorni, porti sempre con sé correttezza scientifica e
motivazioni umane. Dobbiamo abituarci a pensare all'ecologia come scienza e come
coscienza capace di influire nelle decisioni personali e pubbliche.
La mostra presenta tre approcci al mondo della Biodiversità. Gli scatti dei tre autori, riaffermano il forte potenziale documenatrio e scientifico della Fotografia e sono complementari alla ricerca artistica contemporanea presentata a Palazzo Bricherasio.
La
ricerca di Pablo Balbontín Arenas I Custodi della Biodiversità, ha portanto
l'autore nei quattro Paesi che vivono principalmente della produzione degli
alimenti base dell'uomo: il frumento in Etiopia, il mais in Messico, la patata
in Perù, il riso in Malesia. La ricerca, frutto della collaborazione con la
FAO, intende valorizzare la preziosa ricchezza della diversità agricola
protetta e tramandata dai coltivatori.
Le immagini in mostra sono pubblicate nel volume "I Custodi della
Biodiversità" realizzato dalle Edizioni Angolo Manzoni (Torino).
La missione fotografica di Franca Chiono ci porta nell'Isola di Soqota, distretto yemenita nel Mar Arabico quasi sconosciuto. Meta di biologi e studiosi della biodiversità, l'ambiente semi-tropicale, tra i meglio conservati al mondo, presenta circa 300 varietà di piante endemiche. Soqota è stata nominata dall'Unesco Man and Biosphere Reserve e Special Protected Area dal Governo dello Yemen.
Il progetto Weeds (Erbacce) (2003) di Michele Dantini è una ricerca sulla fitodiversità. L'autore ha scelto esclusivamente piante che crescono spontaneamente nei nostri campi per fotografarle in studio e dare loro così una nuova vita.
In occasione della mostra e del concorso "Paesaggi della Biodiversità" Connecting Cultures e Fondazione Italiana per la Fotografia pubblicheranno un volume con saggi di Carlo Blasi, Lucina Caravaggi, Alessandra Ferretti, Massimo Morasso e Mario Tozzi.
Il volume verrà presentato il 9 ottobre alle ore 18.30 presso la Fondazione Italiana per la Fotografia (Via Avogadro 4 - Torino).
X BIENNALE INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA
IN
NATURA
I CORTOMETRAGGI DELL'INTERNATIONAL SHORT FILM FESTIVAL DI OBERHAUSEN
10
- 11 - 12 settembre
Centre Culturel Français de Turin
Via Pomba 23
Ingresso gratuito
Inizio proiezioni ore 17.00
Nell'ambito della X Biennale Internazionale di Fotografia IN NATURA. Tra ossessione e distrazione, geografia e ambiente la Fondazione Italiana per la Fotografia presenta in collaborazione con il Centre Culturel Français di Torino una rassegna di "corti" sul tema della Biennale.
La
rassegna è a cura dell'International Short Film di Oberhausen (Germania). Il
Festival nato nel 1954 nel panorama internazionale delle rassegne
cinematografiche, rappresenta la più interessante e famosa iniziativa dedicata
al cinema sperimentale con particolare attenzione al corto-metraggio.
Oltre 5.000 produzioni sono annualmente sottoposte alla giuria che presiede il
concorso, articolato in tre sezioni: Internazionale, Germania, Giovani e
Infanzia, Video Clips Tedeschi. Il festival presenta a lato inoltre,
approfondimenti tematici arricchiti da conferenze, dibattiti e video
installazioni.
Le tre giornate di proiezione previste a Torino (10 - 11 e 12 settembre - orario 17.00/20.00) saranno dedicate a tre differenti visioni della Natura: Immagine, Arcadia, Spazio.
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Segreteria
Organizzativa-Fondazione Italiana per la Fotografia, |
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BANDO
CONCORSO |
COUPON
CONCORSO |
X
BIENNALE INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA
PAESAGGI DELLA BIODIVERSITA'
IL CONCORSO
La Fondazione Italiana per la Fotografia, con sede in Torino,Via Avogadro,4 e il mensile Focus, con sede in Milano, Via Goldoni 1 in occasione della Biennale "IN NATURA" 2003, promuovono il concorso " Paesaggi della Biodiversità".
Scopo
principale del concorso è quello di promuovere e valorizzare il talento dei
giovani nel campo delle arti visive e dare spazio e diffusione a nuove
percezioni del mondo in cui viviamo. Il progetto ha il patrocinio del Ministero
Ambiente e Tutela del Territorio.
Il concorso è rivolto a due categorie: a) laureati/laureandi, diplomati/diplomandi
delle Accademie di Belle Arti, Istituti superiori, scuole di fotografia,
politecnici, facoltà di architettura, comunicazione visiva, laureati o
laureandi in qualsiasi disciplina scientifica, fotoamatori residenti in Italia,
che al momento dell'uscita del bando (10 settembre 2003) non abbiano compiuto i
35 anni di età. La partecipazione potrà anche essere in gruppo.
Alla categoria b) saranno assegnati tutti i progetti che nascono dalle scuole
medie inferiori e superiori. Non è necessario che il gruppo corrisponda ad una
singola classe. Tutte le istituzioni, ecomusei, musei della scienza,
soprintendenze che lo vorranno potranno costituirsi partner nella guida e
nell'ideazione dei progetti insieme ai singoli o alle scuole.
Premi:
ai primi venti progetti classificati (dieci per ogni categoria) verrà dedicata
una mostra itinerante che partirà dalla sede della Fondazione a Torino.
I primi tre progetti classificati saranno pubblicati sul mensile Focus.
I venti progetti vincenti verranno messi a disposizione dei musei e degli enti
che ne vorranno proseguire la ricerca in accordo con gli autori.
La cerimonia di premiazione è prevista per settembre 2004
La
Giuria è così composta:
Lucina Caravaggi,
urbanista-paesaggista (Facoltà di
Architettura L. Quaroni, Università "La Sapienza", Roma)
Alessandra Ferretti,
giornalista La Nuova Ecologia
Anna Detheridge,
direttore artistico (Fondazione Italiana per
la Fotografia)
Carlo Blasi,
ecologo vegetale (direttore Dipartimento
Biologia Vegetale, Università "La Sapienza", Roma)
Massimo Morasso,
direttore del MUVITA (Museo Vivo delle
Tecnologie Ambientali), Arenzano, (Genova)
Mario Tozzi,
geologo Consiglio Nazionale delle Ricerche e
Dipartimento di Scienze della Terra, (Università "La Sapienza", Roma)
e conduttore della trasmissione televisiva Gaia
Clive Landen,
fotografo e docente al corso di laurea di
fotografia documentaristica (University Wales College, Newport)
Mariella Sandrin,
photoeditor della rivista Focus
L'iscrizione
al concorso è gratuita e deve essere effettuata entro il 31 gennaio 2004.
La consegna del materiale dovrà avvenire entro il 31 maggio 2004.
Modalità di iscrizione
E' possibile visionare il bando completo del concorso ed effettuare l'iscrizione
Consultando
i siti:
Fondazione Italiana per la Fotografia
www.fif.arte2000.net
FOCUS
www.focus.it/biodiversità
compilando il modulo apposito inserito nel numero di ottobre di FOCUS in edicola dal 10 settembre
richiedendo
il modulo direttamente alla Segreteria della Fondazione Italiana per la
Fotografia - Via Avogadro 4 - 10121 Torino - tel. 011.544132 - 546594
fond.foto.stampa@libero.it
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Segreteria
Organizzativa-Fondazione Italiana per la Fotografia, |
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BANDO
CONCORSO |
COUPON
CONCORSO |
X BIENNALE INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA
IN
NATURA
I CORTOMETRAGGI DELL'INTERNATIONAL SHORT FILM FESTIVAL DI OBERHAUSEN
10
- 11 - 12 settembre
Centre Culturel Français de Turin
Via Pomba 23
Ingresso gratuito
Inizio proiezioni ore 17.00
PROGRAMMA
mercoledì
10 settembre
dalle ore 17.00
IMMAGINE
Soul
Cages
Philip Barker, Canada 1999,
durata: 22 minuti, colore, Inghilterra
La leggenda racconta che le anime dei marinai annegati sopravvivono in
contenitori di ceramica posati sul fondo dell'oceano. Affinché possano
continuare il loro viaggio ultraterreno, devono essere liberate da un mortale.
Die
Letzten Bilder (The Last Image)
Bülent Akinci, Germania 1998
Durata: 12 minuti, bianco e nero, muto
Il protagonista alla ricerca della propria identità in mondo pressoché
silenzioso.
Zdravi
ljudi za razonodu (The Litany of Happy People)
Karpo Godina, Jugoslavia 1971
Durata: 15 minuti, colore, sottotitoli inglese
La felice convivenza multietnica in un paese della Serbia. Diversi colori delle
facciate delle case contraddistinguono le singole nazionalità.
Skrajojimai
melynam lauke (Flying Over Blue Fields)
Andrius Stonys, Lituania 1996
Durata: 20 minuti, bianco e nero, sottotitoli inglese
Ripresa aerea sulla vita di due anziani.
Paralleluniversen
Carolin Schmitz/Heike Mutter, Germania 2002
Durata: 28 minuti, colore, sottotitoli inglese
Universi paralleli si concatenano per passare dal desiderio alla teoria
Giovedì
11 settembre
dalle ore 17.00
ARCADIA
Jumbo
Aqua: A Collage
G. Bruno / James Herbert, USA 2000
Durata: 26 minuti, colore, inglese
Un ragazzo incontra una coppia nuda nel parco acquatico di Cortona.
Et
in Arcadia ego
Kerstin Cmelka, Germania 2000
Durata: 3 minuti, colore, muto
Un paesaggio sognante, differenti velocità di ripresa scandiscono il tempo. Due
protagonisti.
How
to Sleep (Winds)
Rebecca Meyers, USA 2000
Durata: 9 minuti, colore, muto
Un paesaggio sospeso attraversato dalle scie degli aerei e dai cavi telefonici.
Le immagini sembrano scosse dal vento.
Risto
Rosa Liksom, Finlandia 1999
Durata: 5 minuti, colre, sottotitoli inglese
Risto Kautto, il protagonista, ha la capacità di vedere la bellezza e dare
significato all'ordinario.
Pavasaris
(Spring)
Valdas Navasaitis, Lituania 1997
Durata; 20 minuti, colore, muto
Il protagonista vive in una regione periodicamente alluvionata. Il disastro
naturale è parte della sua esistenza.
Donauwellen
(Danube waves)
Karola Schlegelmilch, Germania 1995
Durata: 16 minuti, colore, muto
I paesaggi assomigliano alle fantasie. Nell'attimo della percezione formano
ambienti assoluti
Venerdì
11 settembre
dalle ore 17.00
SPAZIO
Das
Schlafende Mädchen (The Sleeping Girl)
Corinna Schnitt, Germania 2001
Durata: 8 minuti, colore, muto
Un quartiere residenziale, modello architettonico di un vivere quieto e
ordinato, appare però deserto e avvolto in una strana atmosfera.
Portret
(Portrait)
Sergej Loznitsa, Russia 2002
Durata: 28 minuti, bianco e nero, muto
Ritratti di persone provenienti dalle province russe e non solo.
Kalkheim
Tobias Kipp, Germania 2002
Durata: 9 minuti, colore, muto
5 momenti senza passione in un sobborgo popolare.
Sportfrei
(No Sports)
Anna Klamroth, Germania 2000
Durata: 13 minuti, bianco e nero
I cinque protagonisti si incontrano ogni giorno al Frizenstadium, area dismessa
di Berlino, e praticano il loro sport preferito.
Bocamina
(Pithead)
Javier Codesal, Spagna 1999
Durata: 22 minuti, colore, sottotitoli inglese
Un gruppo di musicanti attraversa su una monorotaia la miniera di Cartagena
Centre
Culturel Français de Turin
Via Pomba 23
Ingresso Gratuito
Le proiezioni iniziano alle ore 17.00
Ufficio
stampa
Fondazione
Italiana per la Fotografia
Daniela Trunfio - Emanuela Bernascone
Tel 011.544132 - 546594
E mail fond.foto.stampa@libero.it
Threesixty
Gabriella Braidotti 348.3152102
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