FONDAZIONE ITALIANA PER LA FOTOGRAFIA
museo della fotografia storica e contemporanea


SEZIONE FOTOGRAFICA
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COMUNICATO STAMPA
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PAESAGGI DELLA BIODIVERSITA'
IL CONCORSO

Segreteria Organizzativa-Fondazione Italiana per la Fotografia, 
via Avogadro, 4 10121 Torino
tel:011544132-011546594 fax 011548963
e-mail: concorsifif@libero.it 
Referenti: Maria Riccobene, Alessandra Monda

BANDO CONCORSO
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COUPON CONCORSO
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COMUNICATO STAMPA 04.09.2003
X BIENNALE INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA

IN NATURA
TRA OSSESSIONE E DISTRAZIONE, GEOGRAFIA E AMBIENTE
Rassegna internazionale di artisti e fotografi

a cura di:
Anna Detheridge


Il 4 settembre 2003 a Palazzo Bricherasio, in Via Lagrange 20 a Torino, la Fondazione Italiana per la Fotografia inaugura la X edizione della Biennale quest'anno dedicata al tema della Natura.
La mostra a cura di Anna Detheridge avrà come titolo IN NATURA con sottotitolo Tra ossessione e distrazione, geografia e ambiente. Il tema di grande attualità propone una nuova lettura del rapporto dell'uomo con il proprio habitat, con l'ambiente, con la vita organica, in breve con tutti quegli aspetti della vita che si è abituati a definire "naturali".

"Le opere che verranno proposte in Biennale ci invitano a riflessioni inedite sui luoghi che ci appaiono familiari, il mondo suddiviso, definito dalle carte geografiche, dal clima e dai mari, il mondo diurno e notturno, il rapporto ambiguo e sfuggente tra l'universo che percepiamo e quello che realmente abitiamo" spiega Anna Detheridge, recentemente nominata Direttore Artistico della Fondazione Italiana per la Fotografia.

La mostra sarà articolata in tre sezioni principali:
Giovani Autori Italiani, dedicata esclusivamente a una rosa selezionata di artisti e fotografi italiani che abbiano dedicato un momento del loro percorso ad una riflessione sulla Natura e che si siano distinti in tempi recentissimi per la qualità del loro lavoro.
Panorama Internazionale, una proposta di lavori realizzati da autori da diverse parti del mondo, che offre una molteplicità di visioni e sguardi non certo sentimentali ma di confronto con la concreta realtà del mondo fisico e materiale.
I Paesaggi della Biodiversità. Con questo termine s'intende sottolineare la ricerca di immagini e di spazi della diversità biologica. In mostra fotografie di Pablo Balbontín Arenas, Franca Chiono, Michele Dantini che mettono a fuoco la percezione del mondo naturale. Accanto alla mostra e nell'ambito della Biennale verrà presentato concorso fotografico al quale la Fondazione attribuisce grande importanza e che si svolgerà su tutto il territorio nazionale indirizzato alle scuole di tutti i livelli. Il concorso ha intenti e carattere formativi e avrà il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio.

37 artisti, circa 300 immagini compongono il percorso espositivo di questa X edizione della Biennale Internazionale di Fotografia che sempre più afferma il carattere della contemporaneità e di assoluta novità accostando ad artisti già noti sul piano internazionale i più interessanti autori della nuova fotografia.
Elemento di spicco di questa edizione è anche la collaborazione con l'International Short Film Festival di Oberhausen, Germania che fin dal suo nascere nel 1954 si afferma nel panorama delle rassegne cinematografiche internazionali come importante appuntamento dell'avanguardia e della sperimentazione, con particolare riferimento al cortometraggio. La direzione del Festival tedesco ha curato la rassegna che per 3 giorni, 10-11-12 settembre, verrà ospitata al Centre Culturel Français di Via Pomba 23.
Le prime due sezioni della mostra avranno luogo nella sede principale, a Palazzo Bricherasio, via Lagrange 20 dal 5 settembre al 12 ottobre.
La mostra I paesaggi della Biodiversità sarà allestita nella sede della Fondazione Italiana per la Fotografia, via Avogadro 4 dall'11 settembre al 19 ottobre.

Con la X Biennale Internazionale di Fotografia la Fondazione festeggia anche il ventesimo anniversario. Un traguardo importante raggiunto grazie al sostegno degli enti pubblici e privati nonché alla collaborazione di autori e istituzioni culturali che hanno accompagnato in questi anni la Fondazione nelle sue molteplici attività, facendone un punto di riferimento per chi opera oggi in Italia per la tutela e la promozione della fotografia.


X BIENNALE INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA

IN NATURA
ELENCO DEGLI ARTISTI

Olivo BARBIERI
Sarah CIRACI'
Paola DE PIETRI
Paola DI BELLO
Francesco JODICE
Armin LINKE
Claudia LOSI
Tancredi MANGANO
Sara ROSSI
Elisa SCARAMUZZINO e Andrea PAVESI
Alessandra SPRANZI
Enzo UMBACA
Darren ALMOND
Tom HUNTER
Sonja BRAAS
Daniel & Geo FUCHS
Jitka HANZLOVA
Roni HORN
Zoe LEONARD
FISCHLI & WEISS
Naoya HATAKEYAMA
Ilya CHICHKAN e Peter WYRZYKOWSKI
Gregory CREWDSON
Olafur ELIASSON
Antonij KRATOCHVIL
Clive LANDEN
Simon NORFOLK
Richard MISRACH
John SMITH e Ian BOURN
Thomas STRUTH
Lars TUNBIORK
Lidwien van de VEN
Christina ZUCK


Catalogo 

Edizioni Fondazione Italiana per la Fotografia
224 pag, 201 fotografie
Prezzo di copertina 35 Euro
Sconto 15% riservato ai possessori dell'Abbonamento Musei

Concorso 

Paesaggi della Biodiversità
Iscrizione gratuita entro il 31 gennaio 2004
Consegna del materiale entro il 31 maggio 2004
Modalità di iscrizione:
E' possibile visionare il bando completo del concorso ed effettuare l'iscrizione

  • Consultando i siti:
    Fondazione Italiana per la Fotografia 
    www.fif.arte2000.net
     
    FOCUS 
    www.focus.it/biodiversità

  • compilando il modulo apposito inserito nel numero di ottobre di FOCUS in edicola dal 10 settembre

  • richiedendo il modulo direttamente alla Segreteria della Fondazione Italiana per la Fotografia - Via Avogadro 4 - 10121 Torino - tel. 011.544132 - 546594
    fond.foto.stampa@libero.it

Ufficio stampa
Fondazione Italiana per la Fotografia
Daniela Trunfio - Emanuela Bernascone
Tel 011.544132 - 546594
339.6116688 - 335.256829
E mail fond.foto.stampa@libero.it

Threesixty 
Gabriella Braidotti 348.3152102
www.360.info.tv 


X BIENNALE INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA

IN NATURA
TRA OSSESSIONE E DISTRAZIONE, GEOGRAFIA E AMBIENTE

Torino - Palazzo Bricherasio

5 settembre - 12 ottobre

NOTE SUL PERCORSO ESPOSITIVO

Nel mondo contemporaneo due visioni o punti di osservazione opposti hanno come luogo di scontro proprio il terreno della Natura. Il punto di osservazione dell'ambientalismo o dell'ecologismo, da un parte, e i teorici della cultura (o meglio i decostruttivisti) dall'altra. I primi vorrebbero imporre il rispetto incondizionato di ogni forma di vita, restituendo ad essa dignità fino ad arrivare a posizioni quasi meccanicistiche in difesa della sacralità di ogni albero, di ogni creatura vivente. I secondi convinti della importanza del valore simbolico di ogni cosa pongono la distinzione "tra naturale e innaturale", come se facesse parte di un dibattito soltanto culturale.
Accanto a quest'ultima posizione, quella di alcuni artisti che lavorano con l'intelligenza artificiale e che danno valore simbolico ai codici numerici al punto di ipotizzare il mondo virtuale quale un mondo soprannaturale o un universo parallelo.
A complicare il dibattito, la sollecitazione continua al "consumo" di Natura da parte di una nascente industria dell'Ecologismo e del Tempo Libero che mescola ecologismi moralistici ed edonismi prêt à porter, in un unico calderone di confusioni.
Ma perché è sempre più necessario oggi trovare non solo le parole, ma le immagini per poter parlare di Natura? La dimensione della Natura ci è necessaria per scoprire ciò che noi NON siamo. Guardare la Natura significa finalmente gettare lo sguardo oltre noi stessi, confrontarsi con qualcosa che ci sovrasta e alla quale il nostro destino è indissolubilmente legato.

Inserendosi in questo dibattito gli artisti selezionati per la Biennale affrontano con il proprio diverso bagaglio culturale il tema in un percorso che si snoda lungo alcune tappe: la natura rappresentata, la rappresentazione della Bellezza, la natura come artificio, la natura offesa.

LA NATURA RAPPRESENTATA

La prospettiva centrale, che dà senso e misura ad ogni cosa, cardine della visione occidentale dal Rinascimento in poi, oggi appare solo una tra le tante possibili visioni.
Il pittorialismo infatti, certamente il più conservatore tra i linguaggi fotografici, oggi non può che essere un tranello per meglio sovvertire le certezze anacronistiche dello spettatore ignaro.
Le convenzioni del paesaggismo del XVIII secolo nelle mani di Simon Norfolk si applicano alla terribile bellezza dei territori devastati dalla guerra, ricoperti di schegge e di detriti; mentre Tom Hunter ritrae la nudità delle giovani squatters al bagno nelle acque residuali di Hackney con le splendenti tonalità rosee e con la suadente retorica della pittura preraffaellita.
L'indagine sul rapporto tra arte e scienze naturali vede tra i protagonisti: l'artista danese Olafur Eliasson che basa suo lavoro sulla costruzione di un repertorio di paesaggi della biodiversità: grotte, conformazioni di ghiacci e di fiordi, la cui ripresa dall'alto, evitando il punto unico di osservazione, comunica un senso di instabilità e di movimento alla fisionomia del territorio.
Nelle fotografie di Richard Misrach, invece, il cielo costituisce "la consapevolezza del paesaggio". Il clima e la luce donano al territorio il proprio temperamento: gioiosità, malinconia, freschezza, calma o furore..
I suoi Desert Cantos, omaggio indiretto a Steiglitz e a James Turrell, sempre più astratti, sono puntualizzati dal nome del luogo, dalla data e dall'ora esatta. Le qualità effimere della luce, del colore dell'aria sono ancorate a una realtà fenomenologica, di istanti "solidificati" dal colore, testimonianza poetica di un presente continuo.

LA RAPPRESENTAZIONE DELLA BELLEZZA

Per la tradizione italiana la bellezza è legata a un'idea di perfezione,. Un'idea di bellezza che è al tempo stesso sensuale, mimesi delle forme generose dei frutti della terra e che non ha alcun interesse per una natura che non sia a misura e su misura dell'uomo: la natura "selvaggia" al di fuori della civiltà, semplicemente non esiste.
Oggi il lavoro di molti artisti italiani tradisce un'antica diffidenza verso la natura e reinterpreta le paure di un mondo naturale "fuori controllo". La fotografia di Francesco Jodice, ad esempio, apre domande eloquenti su che cos'è oggi la ruralità in Italia: luogo residuale di emigrazione, di una feroce emarginazione e, al tempo stesso, urbanizzazione, disneyficazione dello stesso concetto di campagna, in via di recupero da parte del neo-cittadino diventato agriturista.

In opposta direzione va la ricerca spasmodica della "natura incontaminata" : una passione irrefrenabile e paradossale come ha dimostrato il 50° anniversario della prima ascensione del Monte Everest preso di mira da una massa di alpinisti e di turisti che, accalcandosi in uno delle zone più remote della terra, l'hanno intasata di traffico e rifiuti.
Il viaggio di Darren Almond ai Poli è cominciato con un progetto ambientale per ripulire l'Antartide dai rifiuti lasciati dalle basi scientifiche dei diversi paesi che si contendono la zona. Ma le vedute innevate di Almond sono in realtà "notturne", le tenebre della notte si spacciano per chiarori e più sono oscure più appaiono pallide nel loro grigiore estraniante.
E le immagini luminose di ghiacciai e cascate d'acqua di Sonja Braas, che ricordano i dipinti di Caspar David Friedrich, sono ricavate da modellini, volutamente ingannevoli. I tropi del romanticismo, la tempesta, la cascata torrenziale, i picchi innevati e le vedute dall'alto che rispetto alla classicità hanno il merito di aver introdotto nella rappresentazione il senso della transitorietà e della fugacità del tempo, sono decostruiti, rovesciati, ma mantengono intatto il loro fascino.

NATURA COME ARTIFICIO

Viviamo per nostra scelta in un mondo costruito a nostra somiglianza, conosciamo della natura soltanto ciò che ci assomiglia.
Nelle ricostruzioni di una natura ideale valgono come sempre le convenzioni iconografiche della nostra tradizione; così il fascino delle doppie esposizioni floreali di Peter Fischli & David Weiss richiama alla mente la tradizione pittorica della vanitas olandese, in cui la composizione floreale doveva rappresentare una summa ideale di tutti i fiori più pregiati che in natura sarebbe impossibile raffigurare insieme, data la fioritura in momenti diversi dell'anno.
E le foreste di Thomas Struth non sono fatte per entrarvi, ma per rappresentare un'idea di Paradiso come luogo del desiderio, un paradiso soltanto individuale, riflessione paradossale sulla morte.

Luogo dell'artificio per antonomasia è il crepuscolo, il momento in cui il giorno si tramuta in notte, l'ora in cui le cose familiari diventano misteriose e la natura si fa minacciosa. Twilight (crepuscolo) è anche il titolo della serie di immagini di Gregory Crewdson ricostruite come un set cinematografico nei sobborghi americani: un paesaggio surreale ed incantato dove nella gabbia dorata di una natura addomesticata, uomini, animali, piante e aiuole mostrano il loro lato più inquietante.

In un mondo di paesaggi "non naturali" l'unica verità è quella artificiale. La giovane artista Sarah Ciracì, ispirandosi alle idee visionarie di Buckminster Fuller e ai paesaggi posthuman di James Ballard e Philip Dick, rielabora immagini satellitari attraversate da linee di "energia" e territori sovrastati dagli UFO, deserti ripuliti da ogni riferimento reale oppure luoghi familiari in cui irrompe una natura selvaggia e distruttiva, come se volesse vendicarsi degli affronti subiti.

LA NATURA OFFESA

La precarietà dell'equilibrio naturale e la sua relazione con il comportamento degli uomini sono ben presenti a molti autori. La serie Blast del giapponese Naoya Hatakeyama, che visualizza le drammatiche detonazioni provocate dalle mine nelle cave di calcare, materia prima del cemento, sottolinea la diretta correlazione tra lo scavo in negativo della terra e la città costruita.
Il filmato e le immagini di Atomic Love, realizzati dall'artista ucraino Ilya Chichkan e del polacco Piotr Wyrzykowski (Peter Style) a Chernobyl a distanza di anni dall'esplosione, rappresentano atti d'amore sotto il reattore con tute e maschere, sfidando ogni buon senso, una provocazione in favore della vita, mentre Sleeping Princes, è un omaggio ugualmente ostinato ed estremo ai feti mai nati delle donne di Kiev che hanno continuato a vivere nella zona della morte.
La morte non è mai lontana dalle immagini di natura. Nelle fotografie apocalittiche di Clive Landen, dedicate alla campagna inglese devastata dall'epidemia di afta, esplodono le contraddizioni tra il rapporto mercenario che l'uomo intrattiene con il mondo animale e l'immagine ideale di una ruralità romantica e pittoresca.
Ugualmente intenso è il lavoro in bianco e nero di Liedwien van de Ven Terra promessa/Palestina: una serie di immagini scattate sui monti tra Qumran, Betlemme ed Hebron. Il tema sul quale si confronta qui l'artista non è soltanto quello del territorio ma del senso profondo e incomunicabile dell'appartenenza.


X BIENNALE INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA

PAESAGGI DELLA BIODIVERSITA'

FOTOGRAFIE DI

PABLO BALBONTÍN ARENAS
FRANCA CHIONO
MICHELE DANTINI

Fondazione Italiana per la Fotografia
via Avogadro 4
11 settembre - 19 ottobre
Inaugurazione
Mercoledì 10 settembre ore 21.00

 

Si fa sempre più pressante il dibattito sul futuro del nostro Pianeta, sulle strategie di conservazione e tutela del paesaggio e del mondo animale. Ma spesso , come afferma Carlo Blasi nel testo in catalogo, si parla di ecologia e di biodiversità senza rendersi conto che per parlarne è necessario conoscere gli elementi che fanno parte degli ecosistemi o meglio ancora conoscere gli elementi che fanno parte dei sistemi naturali, semi-naturali e antropici.
E' interessante notare come spesso le persone che dissertano di ecologia e di biodiversità meno di altri ne conoscono il significato. E' nelle città dei paesi industrializzati dove ciò avviene, ma non si pensa che le cause principali di perdita della biodiversità sono spesso legate ai comportamenti e alle abitudini quotidiane del vivere cittadino. I detersivi sono diventati ecologici così come l'abbigliamento, la pulizia della città, gli alimenti, le automobili, le vernici, i profumi, i deodoranti, i saponi, i quaderni, le matite. Istintivamente ci sentiamo più tranquilli se il nostro acquisto è "ecologico", senza sapere e senza riflettere sul fatto che probabilmente l'unica vera azione ecologica sarebbe stata evitare l'acquisto dell'oggetto definito ecologico o per lo meno ridurne l'uso.
Sarebbe auspicabile che la moderna ecologia, così profondamente presente nella vita di tutti i giorni, porti sempre con sé correttezza scientifica e motivazioni umane. Dobbiamo abituarci a pensare all'ecologia come scienza e come coscienza capace di influire nelle decisioni personali e pubbliche.

La mostra presenta tre approcci al mondo della Biodiversità. Gli scatti dei tre autori, riaffermano il forte potenziale documenatrio e scientifico della Fotografia e sono complementari alla ricerca artistica contemporanea presentata a Palazzo Bricherasio.

La ricerca di Pablo Balbontín Arenas I Custodi della Biodiversità, ha portanto l'autore nei quattro Paesi che vivono principalmente della produzione degli alimenti base dell'uomo: il frumento in Etiopia, il mais in Messico, la patata in Perù, il riso in Malesia. La ricerca, frutto della collaborazione con la FAO, intende valorizzare la preziosa ricchezza della diversità agricola protetta e tramandata dai coltivatori.
Le immagini in mostra sono pubblicate nel volume "I Custodi della Biodiversità" realizzato dalle Edizioni Angolo Manzoni (Torino).

La missione fotografica di Franca Chiono ci porta nell'Isola di Soqota, distretto yemenita nel Mar Arabico quasi sconosciuto. Meta di biologi e studiosi della biodiversità, l'ambiente semi-tropicale, tra i meglio conservati al mondo, presenta circa 300 varietà di piante endemiche. Soqota è stata nominata dall'Unesco Man and Biosphere Reserve e Special Protected Area dal Governo dello Yemen.

Il progetto Weeds (Erbacce) (2003) di Michele Dantini è una ricerca sulla fitodiversità. L'autore ha scelto esclusivamente piante che crescono spontaneamente nei nostri campi per fotografarle in studio e dare loro così una nuova vita.

In occasione della mostra e del concorso "Paesaggi della Biodiversità" Connecting Cultures e Fondazione Italiana per la Fotografia pubblicheranno un volume con saggi di Carlo Blasi, Lucina Caravaggi, Alessandra Ferretti, Massimo Morasso e Mario Tozzi.

Il volume verrà presentato il 9 ottobre alle ore 18.30 presso la Fondazione Italiana per la Fotografia (Via Avogadro 4 - Torino).


X BIENNALE INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA

IN NATURA
I CORTOMETRAGGI DELL'INTERNATIONAL SHORT FILM FESTIVAL DI OBERHAUSEN

10 - 11 - 12 settembre
Centre Culturel Français de Turin
Via Pomba 23
Ingresso gratuito
Inizio proiezioni ore 17.00

Nell'ambito della X Biennale Internazionale di Fotografia IN NATURA. Tra ossessione e distrazione, geografia e ambiente la Fondazione Italiana per la Fotografia presenta in collaborazione con il Centre Culturel Français di Torino una rassegna di "corti" sul tema della Biennale.

La rassegna è a cura dell'International Short Film di Oberhausen (Germania). Il Festival nato nel 1954 nel panorama internazionale delle rassegne cinematografiche, rappresenta la più interessante e famosa iniziativa dedicata al cinema sperimentale con particolare attenzione al corto-metraggio.
Oltre 5.000 produzioni sono annualmente sottoposte alla giuria che presiede il concorso, articolato in tre sezioni: Internazionale, Germania, Giovani e Infanzia, Video Clips Tedeschi. Il festival presenta a lato inoltre, approfondimenti tematici arricchiti da conferenze, dibattiti e video installazioni.

Le tre giornate di proiezione previste a Torino (10 - 11 e 12 settembre - orario 17.00/20.00) saranno dedicate a tre differenti visioni della Natura: Immagine, Arcadia, Spazio.


Segreteria Organizzativa-Fondazione Italiana per la Fotografia, 
via Avogadro, 4 10121 Torino
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X BIENNALE INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA

PAESAGGI DELLA BIODIVERSITA'

IL CONCORSO

La Fondazione Italiana per la Fotografia, con sede in Torino,Via Avogadro,4 e il mensile Focus, con sede in Milano, Via Goldoni 1 in occasione della Biennale "IN NATURA" 2003, promuovono il concorso " Paesaggi della Biodiversità".

Scopo principale del concorso è quello di promuovere e valorizzare il talento dei giovani nel campo delle arti visive e dare spazio e diffusione a nuove percezioni del mondo in cui viviamo. Il progetto ha il patrocinio del Ministero Ambiente e Tutela del Territorio.
Il concorso è rivolto a due categorie: a) laureati/laureandi, diplomati/diplomandi delle Accademie di Belle Arti, Istituti superiori, scuole di fotografia, politecnici, facoltà di architettura, comunicazione visiva, laureati o laureandi in qualsiasi disciplina scientifica, fotoamatori residenti in Italia, che al momento dell'uscita del bando (10 settembre 2003) non abbiano compiuto i 35 anni di età. La partecipazione potrà anche essere in gruppo.
Alla categoria b) saranno assegnati tutti i progetti che nascono dalle scuole medie inferiori e superiori. Non è necessario che il gruppo corrisponda ad una singola classe. Tutte le istituzioni, ecomusei, musei della scienza, soprintendenze che lo vorranno potranno costituirsi partner nella guida e nell'ideazione dei progetti insieme ai singoli o alle scuole.

Premi: ai primi venti progetti classificati (dieci per ogni categoria) verrà dedicata una mostra itinerante che partirà dalla sede della Fondazione a Torino.
I primi tre progetti classificati saranno pubblicati sul mensile Focus.
I venti progetti vincenti verranno messi a disposizione dei musei e degli enti che ne vorranno proseguire la ricerca in accordo con gli autori.
La cerimonia di premiazione è prevista per settembre 2004

La Giuria è così composta:
Lucina Caravaggi, 
urbanista-paesaggista (Facoltà di Architettura L. Quaroni, Università "La Sapienza", Roma)
Alessandra Ferretti, 
giornalista La Nuova Ecologia
Anna Detheridge, 
direttore artistico (Fondazione Italiana per la Fotografia)
Carlo Blasi, 
ecologo vegetale (direttore Dipartimento Biologia Vegetale, Università "La Sapienza", Roma)
Massimo Morasso, 
direttore del MUVITA (Museo Vivo delle Tecnologie Ambientali), Arenzano, (Genova)
Mario Tozzi, 
geologo Consiglio Nazionale delle Ricerche e Dipartimento di Scienze della Terra, (Università "La Sapienza", Roma) e conduttore della trasmissione televisiva Gaia
Clive Landen, 
fotografo e docente al corso di laurea di fotografia documentaristica (University Wales College, Newport)
Mariella Sandrin, 
photoeditor della rivista Focus

 

L'iscrizione al concorso è gratuita e deve essere effettuata entro il 31 gennaio 2004.
La consegna del materiale dovrà avvenire entro il 31 maggio 2004.

Modalità di iscrizione

E' possibile visionare il bando completo del concorso ed effettuare l'iscrizione

Segreteria Organizzativa-Fondazione Italiana per la Fotografia, 
via Avogadro, 4 10121 Torino
tel:011544132-011546596 fax 011548963
e-mail: concorsifif@libero.it 
Referenti: Maria Riccobene, Alessandra Monda

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X BIENNALE INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA

IN NATURA
I CORTOMETRAGGI DELL'INTERNATIONAL SHORT FILM FESTIVAL DI OBERHAUSEN

10 - 11 - 12 settembre
Centre Culturel Français de Turin
Via Pomba 23
Ingresso gratuito
Inizio proiezioni ore 17.00

PROGRAMMA

mercoledì 10 settembre
dalle ore 17.00
IMMAGINE

Soul Cages
Philip Barker, Canada 1999,
durata: 22 minuti, colore, Inghilterra
La leggenda racconta che le anime dei marinai annegati sopravvivono in contenitori di ceramica posati sul fondo dell'oceano. Affinché possano continuare il loro viaggio ultraterreno, devono essere liberate da un mortale.

Die Letzten Bilder (The Last Image)
Bülent Akinci, Germania 1998
Durata: 12 minuti, bianco e nero, muto
Il protagonista alla ricerca della propria identità in mondo pressoché silenzioso.

Zdravi ljudi za razonodu (The Litany of Happy People)
Karpo Godina, Jugoslavia 1971
Durata: 15 minuti, colore, sottotitoli inglese
La felice convivenza multietnica in un paese della Serbia. Diversi colori delle facciate delle case contraddistinguono le singole nazionalità.

Skrajojimai melynam lauke (Flying Over Blue Fields)
Andrius Stonys, Lituania 1996
Durata: 20 minuti, bianco e nero, sottotitoli inglese
Ripresa aerea sulla vita di due anziani.

Paralleluniversen
Carolin Schmitz/Heike Mutter, Germania 2002
Durata: 28 minuti, colore, sottotitoli inglese
Universi paralleli si concatenano per passare dal desiderio alla teoria

Giovedì 11 settembre
dalle ore 17.00
ARCADIA

Jumbo Aqua: A Collage
G. Bruno / James Herbert, USA 2000
Durata: 26 minuti, colore, inglese
Un ragazzo incontra una coppia nuda nel parco acquatico di Cortona.

Et in Arcadia ego
Kerstin Cmelka, Germania 2000
Durata: 3 minuti, colore, muto
Un paesaggio sognante, differenti velocità di ripresa scandiscono il tempo. Due protagonisti.

How to Sleep (Winds)
Rebecca Meyers, USA 2000
Durata: 9 minuti, colore, muto
Un paesaggio sospeso attraversato dalle scie degli aerei e dai cavi telefonici. Le immagini sembrano scosse dal vento.

Risto
Rosa Liksom, Finlandia 1999
Durata: 5 minuti, colre, sottotitoli inglese
Risto Kautto, il protagonista, ha la capacità di vedere la bellezza e dare significato all'ordinario.

Pavasaris (Spring)
Valdas Navasaitis, Lituania 1997
Durata; 20 minuti, colore, muto
Il protagonista vive in una regione periodicamente alluvionata. Il disastro naturale è parte della sua esistenza.

Donauwellen (Danube waves)
Karola Schlegelmilch, Germania 1995
Durata: 16 minuti, colore, muto
I paesaggi assomigliano alle fantasie. Nell'attimo della percezione formano ambienti assoluti

Venerdì 11 settembre
dalle ore 17.00
SPAZIO

Das Schlafende Mädchen (The Sleeping Girl)
Corinna Schnitt, Germania 2001
Durata: 8 minuti, colore, muto
Un quartiere residenziale, modello architettonico di un vivere quieto e ordinato, appare però deserto e avvolto in una strana atmosfera.

Portret (Portrait)
Sergej Loznitsa, Russia 2002
Durata: 28 minuti, bianco e nero, muto
Ritratti di persone provenienti dalle province russe e non solo.

Kalkheim
Tobias Kipp, Germania 2002
Durata: 9 minuti, colore, muto
5 momenti senza passione in un sobborgo popolare.

Sportfrei (No Sports)
Anna Klamroth, Germania 2000
Durata: 13 minuti, bianco e nero
I cinque protagonisti si incontrano ogni giorno al Frizenstadium, area dismessa di Berlino, e praticano il loro sport preferito.

Bocamina (Pithead)
Javier Codesal, Spagna 1999
Durata: 22 minuti, colore, sottotitoli inglese
Un gruppo di musicanti attraversa su una monorotaia la miniera di Cartagena

Centre Culturel Français de Turin
Via Pomba 23
Ingresso Gratuito
Le proiezioni iniziano alle ore 17.00


Ufficio stampa
Fondazione Italiana per la Fotografia
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Tel 011.544132 - 546594
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