
FONDAZIONE
ITALIANA PER LA FOTOGRAFIA
museo della fotografia
storica e contemporanea
INFORMIAMO I
SIGNORI GIORNALISTI CHE LE FOTOGRAFIE PER LA STAMPA
RIPRODUCIBILI AD ALTA DEFINIZIONE SONO A DISPOSIZIONE NELLA SEZIONE FOTOGRAFICA
PIEMONTESI IN CONGO
15 gennaio – 1 febbraio 2004
Via Avogadro 4,
Torino
Inaugurazione
Mercoledì 14 gennaio ore 18.30
in
collaborazione con
Fondazione
Famiglia Piacenza, Pollone (Biella)
Museo
dell’Emigrante, Roasio (Vercelli)
Fondo Felice
Tabacco, Torino
Centro Piemontese
di Studi Africani, Torino
Nell’ambito dell’ampia rassegna dedicata all’Africa, che si
tiene alla GAM fino al 15 febbraio 2004, la Fondazione Italiana per la
Fotografia presenta la mostra “Piemontesi in Congo”. Circa un centinaio di
immagini (stampe digitali da fotografie originali) raccolgono tre diverse
esperienze di piemontesi in Congo Belga dai primi decenni del ‘900: Guido
Piacenza, Felice Tabacco e alcune famiglie di Roasio.
Da studi condotti, emerge che in quegli anni circa il 25% dell’emigrazione
Italiana in Congo proveniva dal Piemonte, con una concentrazione particolare
dal vercellese.Il caso di Roasio è emblematico di questa “emigrazione” la cui
memoria è messa in valore da una raccolta di testimonianze fotografiche e
documentali.
Guido Piacenza: l’industriale viaggiatore curioso, compie,
tra marzo e luglio del 1912, un viaggio risalendo il corso del fiume Congo da
Kinsasha a Entebbe. Le sue immagini sono accompagnate da un preciso diario in
cui si descrivono paesaggi, genti e tradizioni. Appassionato di fotografia, ma
anche di cinema, ha inoltre documentato il viaggio con una serie di filmati che
saranno proiettati per gentile concessione della Famiglia Piacenza, in
collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema.
Felice Tabacco, medico specializzato in medicina tropicale ad
Anversa, appassionato di entomologia e con interessi etnografci, entra al
servizio della colonia nel 1921. Accanto alle immagini che riguardano più da
vicino la sua professione di medico, altre prendono in esame, oltre a momenti
della vita quotidiana, alcuni aspetti etnologici ed antropologici (le
acconciature in uso presso le diverse etnie, le scarificazioni e i piattelli
labiali come tratti distintivi e di status).
Infine l’esperienza dei Roasiani, che già a fine ‘800 partono
in cerca di nuove opportunità di lavoro, e che in Congo si stabiliscono fino
alla metà degli anni ’70, quando la politica della confisca delle terre e la
recrudescenza del nazionalismo rendono il paese insicuro e economicamente
instabile. Le immagini documentano le loro attività, dalla dipendenza dalle
grandi imprese di sfruttamento belghe, alla fondazione di imprese autonome in
campo edile, commerciale, agricolo.
La mostra è accompagnata da un catalogo con contributi
storici e antropologici a cura del Centro Piemontese di Studi Africani.
Mostra: Piemontesi in Congo
Sede: Fondazione Italiana per la Fotografia
Via Avogadro 4 10121 Torino
Inaugurazione: mercoledì 14 gennaio 2004, ore 18.30
Durata: 15 gennaio -- 1 febbraio 2004
Orari:
Da martedì a venerdì 16-20
Sabato, domenica e festivi 10 -
20
Ingresso: Gratuito
PIEMONTESI IN CONGO
15 gennaio – 1 febbraio 2004
Guido Piacenza
(Pollone – Biella 1881 / Torino 1939)
Compiuti gli studi presso il Padri Rosminiani
(Domodossola) e dopo aver frequentato le migliori scuole tecniche dei più noti
centri lanieri in Belgio e Germania, entra nell’azienda di famiglia. E’ tra i
soci fondatori dell’Unione Industriale di Torino. Sin da giovane manifesta uno
spiccato interesse per l’innovazione tecnologica e scientifica. Partecipa alle
più importanti gare di aerostatica come la Gordon-Bennet (Zurigo) e nel 1910
conquista il record italiano d’altezza: 9400 mt. E’ tra gli ideatori e promotori
del campo d’aviazione di Biella. Nel 1912, animato da spirito di avventura e dal
desiderio di portare il suo contributo alle conoscenze scientifiche, affronta il
viaggio in Congo: risale il fiume omonimo proseguendo fino a Entebbe (Uganda)
come testimoniano le fotografie, i diari e i filmati.ù
Negli anni successivi alla prima Guerra Mondiale dà vita insieme a Padre
Alfani alle prime trasmissioni radiofoniche e organizza, alla Camera di
Commercio di Torino, la prima mostra sulla Radiofonia.
Tra gli anni 20 e 30 allo scopo di impiantare dei vitigni, con la famiglia
Vaccarino, bonifica l’isola di Giannutri portando alla luce i resti della villa
di Domizio Enobarbo.
Felice Tabacco
(Limone P.te 1889 / Cuneo 1965)
Medico chirurgo e valoroso combattente nella prima Guerra Mondiale,
appassionatosi di Africa durante un soggiorno di servizio in Libia, Tabacco,
dopo essersi specializzato in medicina tropicale ad Anversa, entra al servizio
della Colonia Congolese nel 1921. E’ destinato dapprima al distretto del Bas
Congo quindi, dopo essere stato promosso medico di prima classe, viene
trasferito a Leopoldville. Nel 1924 gli è affidata la direzione dei servizi
sanitari al campo militare di Kunzulu, in seguito la direzione della missione
medica del Kwango e la missione profilattica contro la malattia del sonno a
Lisala. Lascia il servizio nel 1936, ma rimane in Congo ancora tre anni alle
dipendenze della Compagnia Ferroviaria dei Grandi Laghi ad Albertville.
Collezionista eclettico, è appassionato di automobili, francobolli, letteratura,
fotografia, oltre che di entomologia. Ha saputo concretizzare i suoi molteplici
interessi in raccolte ampie e documentate. Tra le più importanti, quella di
insetti, conservata al Museo di Scienze Naturali di Bra (Cuneo) e in parte
donata al Museo di Tervueren.
Roasio
è un paese di 2.400 abitanti in provincia di
Vercelli che, per le massicce emigrazioni è conosciuto come “il paese con la
valigia”. Le ondate migratorie iniziano nella seconda metà del ‘700 verso la
Francia e la Svizzera, poi nell’800 verso gli Stati Uniti, il Sudamerica,
Centro e Sud Africa e agli inizi del ‘900 verso il Congo Belga. La spinta ad
abbandonare il paese è data dalla totale mancanza di risorse industriali e
agricole e dalla speranza di trovare un lavoro che consenta di acquistare nuova
terra e mantenere la famiglia in patria. I Roasiani che hanno vissuto in Congo
sono circa 132, pari al 21% degli emigranti Vercellesi e al 12,6% dell’intero
Piemonte. Le famiglie che maggiormente hanno contribuito a testimoniare le loro
esperienze in Africa sono: i Micheletti, i D’Alberto, i Noca, i Montà , i
Caviggia, i Gualinetti, i Trabucco e i Cerruti che prevalentemente si
stabilirono in Katanga, nel Kivu e nella capitale Leopoldville. Le attività
principali furono all’inizio legate allo sbancamento per conto dell’Union
Minière e della Société Chemins de Fer du Haut Katanga e, successivamente,
raggiunta una maggiore disponibilità economica, si estesero ad attività
autonome, prevalentemente nel campo edilizio, ma anche in quello dei trasporti,
dell’import-export e nel settore agricolo, creando piantagioni di caffè, tè,
china e concessioni di sfruttamento del legname, soprattutto nel Kivu.
All’inizio della Seconda Guerra Mondiale e per tutta la sua durata molti
roasiani furono deportati in campi di internamento quali nemici del Belgio.
Quasi tutti sono rientrati a Roasio a partire dalla seconda metà del ‘900 e fino
al 1974 a seguito della politica di nazionalizzazione e confisca delle attività.
PROFILO
GEO-ECONOMICO
Repubblica
Democratica del Congo
Stato dell’Africa Centrale a cavallo
dell’Equatore, è per estensione il secondo stato africano dopo il Sudan. Noto
dal 1971 al 1997 come Zaire, è oggi una Repubblica Presidenziale con parlamento
unicamerale. La capitale è Kinshasa.
Il territorio coincide quasi interamente con il bacino del fiume Congo,
navigabile per 3.000 Km. fino a Kinshasa e, dopo le cascate e le rapide di
Livingstone, ancora per i 160 Km del maestoso estuario.
Gran parte del territorio è ricoperto dalla foresta pluviale sempreverde. E’
presente l’intera gamma della fauna tipica dei climi equatoriali e
subequatoriali: mammiferi (scimmie antropomorfe, gorilla, elefanti, rinoceronti,
ippopotami, okapi, giraffe, zebre, antilopi, leoni, bufali) uccelli, rettili
(pitoni, coccodrilli), insetti (farfalle di grandi dimensioni e colori
bellissimi, termiti, e mosche tsé-tsé).
Il tasso elevato di crescita della popolazione insieme all’età media che non
supera i 50 anni di vita,il tasso di mortalità infantile pari al 99,5% e il
bassissimo reddito, fanno del Congo un paese considerato a basso sviluppo umano.
Data la vastità del territorio, la varietà etnica è notevole. Il gruppo
principale è quello dei Bantu (al centro e al nord), nelle aree
settentrionali sono presenti minoranze etniche di ceppo sudanese e a nord-est
gruppi nilotici. I Pigmei, i più antichi abitanti di questo territorio,
ridotti a poche centinaia di migliaia, vivono nel folto della foresta.
Base dell’economia è il settore minerario: rame, cobalto, pecblenta, oro e
diamanti fra le maggiori risorse.
Il settore agricolo è arretrato (è coltivato solo il 3,4% del territorio) e
costringe il paese a una pesante importazione di generi alimentari. Principale
coltura commerciale è il caffé seguita dal cotone, dalla palma da olio, dal tè e
dal cacao.
Inferiore alle risorse potenziali sono la pesca , l’allevamento, lo sfruttamento
delle foreste e l’industria.
PROFILO STORICO
Il territorio che costitusce l’attuale Repubblica
Democratica del Congo (Zaire dal 1971 al 1997) fu riconosciuto dal Congresso di
Berlino (1885) stato indipendente sotto la sovranità, a titolo personale, del Re
Leopoldo II del Belgio.
Il sovrano pose fine al commercio degli schiavi, ma sfruttò la colonia con la
collaborazione dei capitali delle grandi compagnie finanziarie straniere.
Nel 1908, a seguito delle severe critiche al governo, il Re Leopoldo cedette
allo stato il territorio che prese il nome di Congo Belga. Ma il sistema delle
compagnie concessionarie perdurò e fra queste assunse grande potere l’Union
Minière dell’Alto Katanga.
Sul finire degli anni ’50 il Belgio ritenne di poter controllare le spinte
anticolonialiste e indipendentiste, ma nel giugno del 1960 concesse
l’indipendenza confidando di poter continuare a imporre un controllo di tipo
neocoloniale.
Il Movimento Nazionale Congolese (MNC) guidato da P. Lumumba prevalse sul
più moderato Abako guidato da J.Kasavubu, ma l’indipendenza si rivelò un
evento traumatico per la fragile struttura socio-politica. Sostenuta dal’Union
Minière, la ricchissima provincia del Katanga secessionò sotto la guida del
leader locale M. Ciombé. Kasavubu e Lumumba chiesero l’intervento
dell’ONU e successivamente entrarono in conflitto tra loro.
La secessione del Katanga fu definitivamente domata dall’ONU nel 1963.
Si succedettero i governi del lumumbista Adoula (1962-64) che vide una
gigantesca guerriglia contadina capeggiata da Laurent Desiré Kabila, e il
governo di Ciombé (1964-65).
Nel 1966 il colpo di stato del colonnello Mobutu instaurò una dittatura durata
oltre 30 anni. Se da una parte Mobutu procedette alla nazionalizzazione
dell’Union Minière, dall’altra il suo regime fu caratterizzato da aspetti
repressivi e conservatori, favorito dall’appoggio delle potenze occidentali.
La rivolta armata dei Banyamulenge (movimento dell’etnia Tutsi
perseguitata da Mobutu nella prima metà degli anni ’90) sostenuta dal Ruanda e
capeggiata da Kabila, nel 1997 portò all’occupazione di Kinshasa e alla fuga di
Mobutu.
Anche il governo di Kabila deluse le aspettative e impose una dittatura non
dissimile alla precedente e nel 1998 divampò la guerra civile che ben presto si
trasformò in un conflitto di dimensioni regionali. Accanto agli insorti Uganda e
Ruanda, a sostegno di Kabila Angola, Namibia, Ciad, Sudan, Zimbabwe. Nel 1999 si
arrivò al cessate il fuoco, ma la guerra si prolungò fino all’anno successivo
in cui si raggiunse l’intesa per il dispiegamento di una forza neutrale lungo i
confini tra Uganda e Ruanda. Questo conflitto fu definito “la prima guerra
mondiale africana”, provocò 1.700.000 vittime e il crollo dell’economia. A
Kabila, ucciso nel 2001, successe il figlio Joseph che concretizzò il suo
impegno per la pace con il Ruanda con la firma del trattato
di pace (2002).
Mostra: Piemontesi in Congo
Sede: Fondazione Italiana per la Fotografia
Via Avogadro 4 10121 Torino
Inaugurazione: mercoledì 14 gennaio 2004, ore 18.30
Durata: 15 gennaio -- 1 febbraio 2004
Orari:
Da martedì a venerdì 16-20
Sabato, domenica e festivi 10 -
20
Ingresso: Gratuito
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Stampa
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