
FONDAZIONE
ITALIANA PER LA FOTOGRAFIA
museo della fotografia
storica e contemporanea
|
SEZIONE FOTOGRAFICA |
COMUNICATO STAMPA |
TINA
MODOTTI
UNA FRAGIL VIDA
Sezione fotografica di Oaxaca Tierra de arte
via Lagrange 20 - Torino
26 giugno-24 agosto
a
cura di
Fondazione Italiana per la Fotografia
In collaborazione con
Cinemazero, Pordenone
Nell'ambito
della mostra OAXACA TIERRA DE ARTE, la sezione fotografica, a cura della
Fondazione Italiana per la Fotografia, presenta una selezione di circa 70 scatti
memorabili di Tina Modotti (Udine, 1896 - Città del Messico 1942), figura
leggendaria della fotografia mondiale.
Le stampe, tirature moderne da negativi originali, provengono da uno tra i
maggiori archivi della fotografa italiana, archivio completato dalla raccolta di
filmati, e documenti autobiografici e pubblicazioni.
E' difficile scindere la vita artistica della Modotti dalla sua esperienza
esistenziale. A rendere importante la sua figura hanno contributio una serie di
fattori che hanno trovato terreno fertile nella sua predispozione a vivere
totalmente il periodo storico, le amicizie, i luoghi e la gente, non temendo di
esporsi e senza lasciarsi vincolare dal suo essere donna. Si lascia incantare
dalla fotografia a seguito dell'incontro con Edward Weston, amico e compagno per
molti anni, e il Messico la vedrà protagonista attiva della sua storia
rivoluzionaria a fianco della folgorante stagione degli artisti muralisti
militanti come Diego Rivera e Siqueiros. L'arte deve essere a disposizione del
popolo, per questo deve uscire dagli studi, dalle tele ed espandersi sui muri,
l'arte deve raccontare la rivoluzione e la fotografia diventa uno straordinario
mezzo di diffusione culturale.
La Modotti è il primo ed unico esempio di una vita in cui l'essere sociale,
artistico e politico si fondono in un tutt'uno. Per questo nulla, meglio della
sua vita, è in grado di descrivere il suo essere artista.
Un primo periodo a fianco di Weston, in cui prevale l'elemento estetizzante di
alcune delle sue fotografie più importanti anche dal punto di vista tecnico: il
romantico mazzo di rose, l'astrattezza totale dei bicchieri e del fascio di
canne di bambù e gli intensi ritratti, la simbologia della lotta nella serie
delle mani lascia il posto alle immagini più documentaristiche degli operai ,
delle donne e della povertà, apparse, come le precedenti, sulle più importanti
riviste d'arte e d'avanguardia internazionali.
Dopo la lunga parentesi messicana inizia per la Modotti il periodo di forte
militanza politica che la vedrà impegnata nel Soccorso Rosso soprattutto
durante la guerra civile spagnola. Abbandonata la fotografia per l'impegno
civile incontra personaggi del calibro di Robert Capa e David Saymour che da lì
apochi anni fonderanno la grande Agenzia Magnum, ma Tiina è ormai distante da
quel mondo, preferisce essere dentro ai fatti e per quei fatti muore
misteriosamente in un taxi nella notte fra il 5 e il 6 gennaio 1942.
Sulla
Fotografia
Tina Modotti
Sempre,
quando le parole "arte" e "artistico" vengono applicate al
mio lavoro fotografico, io mi sento in disaccordo. Questo è dovuto sicuramente
al cattivo uso e abuso che viene fatto di questi termini. Mi considero una
fotografa, niente di più. Se le mie foto si differenziano da ciò che viene
fatto di solito in questo campo, è precisamente perché io cerco di produrre
non arte, ma oneste fotografie, senza distorsioni o manipolazioni. La maggior
parte dei fotografi vanno ancora alla ricerca dell'effetto
"artistico", imitando altri mezzi di espressione grafica. Il risultato
è un prodotto ibrido che non riesce a dare al loro lavoro le caratteristiche
più valide che dovrebbe avere: la qualità fotografica. Negli anni recenti si
è molto discusso se la fotografia possa o non possa essere un lavoro artistico
comparabile alle altre creazioni plastiche. Naturalmente ci sono molte opinioni
diverse. Ci sono quelli che accettano veramente la fotografia come mezzo
d'espressione alla pari con qualsiasi altro, e altri che continuano a guardare
in modo miope al ventesimo secolo con gli occhi del diciottesimo, incapaci di
accettare le manifestazioni della nostra civiltà meccanica. Ma per noi che
usiamo la macchina fotografica come uno strumento, proprio come il pittore usa
il pennello, queste diverse opinioni non hanno importanza.
Noi abbiamo l'approvazione di coloro che riconoscono i meriti della fotografia
nei suoi aspetti multipli e l'accettano come il più eloquente,il più diretto
mezzo per fissare, per registrare l'epoca presente. Sapere se la fotografia sia
o non sia arte importa poco. Ciò che è importante è distinguere tra buona e
cattiva fotografia. Per buona si intende quel tipo di fotografia che accetta
tutte le limitazioni inerenti la tecnica fotografica e usa al meglio le
possibilità e caratteristiche che il medium offre. Per cattiva fotografia si
intende ciò che è fatto, si potrebbe dire, con una specie di complesso
d'inferiorità, senza apprezzare ciò che la fotografia in se stessa offre, ma
al contrario ricorrendo ad ogni sorta di imitazioni. Le fotografie realizzate in
questo modo danno l'impressione che l'autore quasi si vergogni di fotografare la
realtà, cercando quasi di nascondere l'essenza fotografica stessa della sua
opera, con trucchi e falsificazioni che può apprezzare soltanto chi possiede un
gusto deviato. La fotografia, proprio perché può essere prodotta solo nel
presente e perché si basa su ciò che esiste oggettivamente davanti alla
macchina fotografica, rappresenta il medium più soddisfacente per registrare
con obiettività la vita in tutti i suoi aspetti ed è da questo che deriva il
suo valore di documento. Se a questo si aggiungono sensibilità e intelligenza
e, soprattutto, un'idea chiara sul ruolo che dovrebbe avere nel campo dello
sviluppo storico, credo che il risultato sia qualcosa che merita un posto nella
produzione sociale, a cui tutti noi dovremmo contribuire.
Mexican
Folkways
(ottobre-dicembre 1929)
Tina Modotti
Tracce di una vita
1896
Tina Modotti nasce a Udine il 17 agosto 1896 in borgo Pracchiuso, da Giuseppe
Saltarini Modotti e Assunta Mondini.
1898
Due anni più tardi la famiglia Modotti emigra in Austria prima a Ferlach e poi
a St. Ruprecht nei pressi di Klagenfurt.
1905
Rientrata a Udine, Tina, frequenta i primi anni di scuola e inizia a lavorare
come operaia tessile, frequentando di tanto in tanto lo studio fotografico dello
zio Pietro Modotti.
1913
Il 24 giugno salpa dal porto di Genova a bordo della nave Moltke alla volta
degli Stati Uniti. Giunge a New York l'8 luglio 1913 e da lì con il treno della
Union Pacific raggiunge il padre e la sorella Mercedes a San Francisco in
California. Trova lavoro presso un'elegante sartoria del centro città.
1915
In occasione dell'esposizione internazionale Pan-Pacific che doveva festeggiare
l'apertura del Canale di Panama, conosce il pittore e poeta Roubaix de l'Abrie
Richey, che tutti chiamano Robo, originario del Quebec e residente a Los
Angeles. In questi anni recita nelle compagnie teatrali della comunità
italiana: fra le altre quella di Alfredo Aratoli Città di
Firenze e quella di Bruno-Seragnoli.
1917
Si trasferisce a Los Angeles con Robo, che diviene suo marito. La loro casa
diventa luogo d'incontro di artisti e intellettuali come, Sadakichi Hartmann,
Ramiel Mc Gehee, John Cowper Powys, Ricardo Gomez Robelo, Margrethe Mather e il
fotografo Edward Weston.
1920
Fra il 1920 e il 1922, agli albori del cinema hollywoodiano, Tina è attrice
cinematografica prendendo parte a tre pellicole nelle quali interpreta sempre
personaggi di origine messicana: The Tiger's Coat (1920), Riding with Death
(1921) e I can Explain (1922).
1921
Durante un viaggio a San Francisco dove si reca a trovare la madre Assunta, i
fratelli Benvenuto e Giuseppe e la sorella Yolanda giunti anch'essi dall'Italia,
conosce Johan Hagemeyer, fotografo, amico di Edward Weston.
1922
Il 9 febbraio muore di vaiolo in Messico il marito Robo. Tina varca per la prima
volta la frontiera messicana per recarsi ai funerali; ha con sé alcune
fotografie di Weston che verranno esposte per iniziativa di Ricardo Gomez Robelo
all'Accademia delle Belle Arti di Città del Messico. In marzo rientra a San
Francisco per la morte improvvisa del padre Giuseppe.
1923
Il 30 luglio dopo alcuni rinvii assieme ad Edward Weston e suo figlio Chandler,
si trasferisce in Messico arrivando a Mazatlan a bordo del piroscafo Colima. Si
stabiliscono dapprima a Tacubaja nei sobborghi della capitale e poi in città a
Calle Lucerna. Tina e Weston si immergono nella vita del paese, ed entrano in
contatto con artisti ed intellettuali
impegnati nella realizzazione di quel Rinascimento messicano voluto dal governo
di Alvaro Obregon. Conoscono i pittori muralisti Diego Rivera, David Alfaro
Siqueiros, Josè Clemente Orozco, Xavier Guerrero, i quali riuniti nel sindacato
dei pittori e scultori nel 1924 fonderanno il giornale El Machete. Weston
adempie alla "sua parte del contratto" e insegna a Tina la fotografia.
1924
Conosce German List Arzubide uno dei fondatori del Movimento Estridentista che
si richiama alle idee del Futurismo. Alla presenza del presidente Obregon, Tina
ed Edward espongono le loro fotografie a Palacio de Minerìa a Città del
Messico. Posa per Weston che realizza dei ritratti e dei nudi sulla terrazza
della loro nuova casa in Avenida Veracruz.
1925
Edward Weston con il figlio ritorna per qualche mese in California, Tina fa da
modella per il nuovo murale di Diego Rivera alla Scuola Nazionale
dell'Agricoltura di Chapingo. Conosce il poeta russo Vladimir Majakovskij di
passaggio in Messico e lo fotografa all'ambasciata sovietica. In agosto a
Guadalajara al Museo di Stato viene inaugurata una mostra con fotografie sue e
di Weston, rientrato nel frattempo dagli Stati Uniti assieme all'altro figlio
Brett.
1926
Su incarico della scrittrice americana Anita Brenner durante l'estate Tina ed
Edward intraprendono un lungo viaggio in diverse regioni del Messico antico per
fotografare oggetti, simboli e architetture popolari, che illustreranno il libro
Idols Behind Altars. Il 13 novembre Weston e il figlio lasciano definitivamente
il Messico e Tina.
1927
Si trasferisce in Calle Abraham Gonzales; intraprende una relazione sentimentale
con il pittore Xavier Guerrero; si iscrive al Partito Comunista Messicano e
partecipa alle attività della Lega antimperialista e del comitato Manos fuera
de Nicaragua. Conosce e fotografa lo scrittore americano John Dos Passos. Sue
fotografie vengono pubblicate sulla riviste Mexican Folkways e Forma.
1928
In giugno conosce Julio Antonio Mella, un rivoluzionario cubano rifugiatosi in
Messico. Incontra la pittrice Frida Kahlo, futura moglie di Diego Rivera. Sue
fotografie vengono pubblicate sulla rivista del Soccorso rosso operaio Arbeiter
Illustrierte Zeitung e su New Masses.
1929
Il 10 gennaio Mella viene ucciso, proprio mentre cammina per strada
assieme a Tina, che viene accusata di complicità nell'assassinio.
(giugno) il Partito Comunista Messicano viene dichiarato fuori legge. Le viene
offerto il posto di fotografa ufficiale del Museo Nazionale, ma lei rifiuta.
Intraprende un viaggio nell'istmo di Tehuantepec nel corso del quale realizza
molte fotografie di donne e bambini tehuanechi. In dicembre all'Universidad
Nacional Autonoma di Città del Messico si apre una grande mostra di sue
fotografie presentate da David Alfaro Siqueiros.
1930
In febbraio Tina viene accusata di aver partecipato ad un complotto per uccidere
il Presidente del Messico Pascal Ortiz Rubio; dopo 13 giorni di carcere viene
espulsa dal paese. Imbarcata sulla nave da carico Edam assieme ad altri
militanti comunisti, fra cui l'italiano Vittorio Vidali, sbarca a Rotterdam e
successivamente giunge a Berlino. Qui cerca di inserirsi come fotografa
iscrivendosi all'associazione dei fotografi-lavoratori Unionfoto. Dopo sei mesi,
in ottobre parte per Mosca dove raggiunge Vidali lavorando a
tempo pieno per il Soccorso Rosso Internazionale, l'organizzazione del Comintern
creata per aiutare gli esuli, i rifugiati, i perseguitati politici.
1931
Scrive e traduce articoli per Internationalnij Majak il giornale del Soccorso
Rosso, sue fotografie vengono utilizzate anche per Puti Mopra. Intraprende
viaggi clandestini un po' ovunque in Europa per occuparsi dell'assistenza ai
perseguitati politici.
1933
Assieme a Vidali è a Parigi per organizzare il Centro estero del Soccorso
Rosso. In Unione Sovietica Stalin ordina la prima grande "cistka", una
radicale e generale epurazione delle file del partito comunista.
1936
In luglio, con l'inizio della guerra civile, è in Spagna a Madrid dove si
arruola nel Quinto Regimiento comandato da Carlos J. Contreras, che altri non è
se non Vittorio Vidali. Lavora nel Soccorso Rosso spagnolo con il nome di
battaglia di Maria; collabora con il medico canadese Norman Bethune
nell'organizzazione dell'assistenza sanitaria. Scrive articoli per Ayuda.
1939
Con la caduta di Barcellona Tina è costretta, come tanti altri repubblicani in
fuga, a trovare rifugio in Francia. Su consiglio della potente segretaria del
Soccorso Rosso, Elena Stassova, Tina e Vidali non rientrano in Unione Sovietica,
ma cercano di entrare illegalmente negli Stati Uniti. A New York a Tina non
viene concesso di sbarcare dalla Queen Mary e deve così proseguire fino in
Messico.
1940
Con Vidali vive per qualche tempo in Calle Dr. Balmis a Città del Messico
evitando di incontrare gli amici di dieci anni prima.
1942
Nella notte fra il 5 e il 6 gennaio 1942, Tina muore a 46 anni da sola in un
taxi dopo aver trascorso la serata a casa dell'architetto del Bahuaus, Hannes
Meyer.
TINA
MODOTTI
UNA FRAGIL VIDA
Sezione fotografica di Oaxaca Tierra de arte
via Lagrange 20 - Torino
26 giugno-24 agosto
a
cura di
Fondazione Italiana per la Fotografia
In collaborazione con
Cinemazero, Pordenone
Provenienza
delle immagini
Academy of Motion Picture Arts and Sciences, Beverly Hills, California
Archivio Lucien Clergue, Arles
Archivio del Comintern, Mosca
Archivio "Excelsior", Città del Messico
Archivio General de la Nacion
Archivio "Universal Illustrado" Città del Messico
Archivio Storico del Partito Comunista Cubano, Avana
Art Institute of Chicago
Bancroft Library, University of California, Berkeley, San Francisco
Biblioteca Lenin, Mosca
British Film Institute, Londra
Center for Creative Photography, Tucson, Arizona
Cineteca del Friuli, Gemona
Collezione Amy Conger, Riverside, California
Collezione Mildred Constantine, New York
Collezione Gianfranco Ellero, Udine
Collezione Angelo Masutti, Parigi
Fondo Davide Turconi, Pavia
Fototeca del INAH Pachuca, Messico
International Museum of Photography at George Eastman House, Rochester
Museum of Modern Art, New York
Museo Vladimir Majakovskij, Mosca
Oakland Museum, San Francisco
Stiftung Archiv der Parteien und Massenorganisationen, Berlino
Testi in mostra tratti da
The daybooks of Edward Weston: I. Mexico, II. California,
a cura di Nancy Newhall,
ed. Aperture, New York 1973
Tina
Modotti: gli anni luminosi
a cura di Valentina Agostinis,
ed. Biblioteca dell'Immagine/Cinemazero,
Pordenone, 1992
Tina
Modotti: perché non muore il fuoco
a cura di Riccardo Toffoletti,
ed. Arti Grafiche Friulane, Udine, 1992
Tina
Modotti vita, arte e rivoluzione - lettere a Edward Weston, 1922 - 1931
a cura di Valentina Agostinis,
ed. Feltrinelli, Milano, 1994
OAXACA,
TIERRA DE ARTE
Uno sguardo sull'arte contemporanea messicana
I
COLORI ACCESI DELLA TERRA MESSICANA, L'INTERO UNIVERSO POETICO DELLA CITTÀ DI
OAXACA, LA SUGGESTIONE DELL'OPERA DI GRANDI MAESTRI COME FRANCISCO TOLEDO,
RODOLFO MORALES E SERGIO HERNANDEZ PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA NELLA MOSTRA CHE
SARÀ A PALAZZO BRICHERASIO DAL 27GIUGNO AL 24 AGOSTO 2003.
Ancora
una volta l'estate di Palazzo Bricherasio è dedicata all'arte di culture
geograficamente lontane da noi; dopo la rassegna dedicata agli Aborigeni
australiani quest'anno è la volta del Messico, ed in particolare di Oaxaca, la
città situata a 500 chilometri a sud di Città del Messico, definita - a
ragione - "la culla dell'arte messicana".
Una vera e propria Montmartre in stile coloniale, tanto che oggi si parla di una
"Scuola di Oaxaca" , ossia di un insieme di manifestazioni pittoriche
che hanno avuto origine negli anni '50, contraddistinte da un approccio alla
pittura più soggettivo, mitico e indigeno rispetto ad altre grandi
manifestazioni dell'arte messicana.
La mostra, curata da Sergio Risaliti e Carlos Aranda accosta ad artisti ormai
conosciuti a livello mondiale, come Francisco Toledo, Rodolfo Morales, Sergio
Hernandez, Luis Zarate, i nuovi talenti che ne rinnovano la tradizione con
singolare vitalità: Guillermo Olguin, giovane ed affascinante enfant terible,
che dipinge sogni e visioni, adolescenti ed animali con forte carica espressiva;
Maximinio Javier, che ripropone sulle sue tele i personaggi del suo villaggio
natale in vere e proprie saghe di paese; Filemon Santiago, nelle cui opere c'è
tutta la poetica messicana, il deserto, le donne, i colori; Ruben Leyva i cui
segni quasi geometrici ci parlano della magia e degli elementi atmosferici;
Alejandro Santiago, le cui grandi tele materiche restituiscono la festa dei
colori della sua terra.
Ma cosa accomuna tutti questi artisti? La potenza dell'immaginazione, i villaggi
che diventano oasi e scenario degli stessi quadri, i personaggi che, se pur
reali, compiono azioni e vivono situazioni del tutto immaginarie… ed è così
che magia, mito, storia, motivi popolari e tradizioni, suggestioni della natura
e memorie primitive si intrecciano in quest'arte contemporanea surreale e
onirica.
Le sale di Palazzo Bricherasio ospiteranno quindi un suggestivo itinerario in
questa Tierra de Arte, densa di colori, suoni e profumi tropicali.
La
mostra è inoltre arricchita da una sezione fotografica a cura della Fondazione
Italiana per la Fotografia in collaborazione con Cinemazero (Pordenone),
dedicata alla grande Tina Modotti una dei maggiori protagonisti della storia e
dell'arte del Messico rivoluzionario.
Donna dall'irruente fascino melanconico, compagna e amica dei grandi artisti del
tempo, ha firmato scatti memorabili, attraversando vari generi della fotografia,
dallo still-life al reportage politico. Un mito e una leggenda in cui
straordinariamente convivono passione, amore, arte e politica.
Ufficio stampa
Fondazione
Italiana per la Fotografia
Daniela Trunfio - Emanuela Bernascone
Tel 011.544132 - 546594
E mail fond.foto.stampa@libero.it
Ufficio
stampa Palazzo Bricherasio
Vittoria Cibrario - Tel. 011/5711805
Marilina Di Cataldo - Tel. 011/5711806
Ufficio stampa Electa
Ilaria Maggi - Tel. 02/21563250
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