
FONDAZIONE
ITALIANA PER LA FOTOGRAFIA
museo della fotografia
storica e contemporanea
JACQUES
HENRI LARTIGUE
"LA SCELTA DELLA FELICITÀ"

SEZIONE FOTOGRAFICA ![]()
COMUNICATO STAMPA ![]()
Inaugurazione
Mercoledì 4 aprile 2001 dalle ore 21.00
Via Avogadro 4 Torino
Mostra
realizzata dall'Association des Amis de Jacques Henri Lartigue
in collaborazione con
Ministère de la Culture, France (Direction de l'Architecture et du Patrimoine)
e
con il contributo di
LAVAZZA
Apertura
al pubblico: dal 5 aprile al 17 giugno
Orario: martedì - venerdì 15.00 - 19.00
Sabato e domenica 10.00 - 19.00
Chiuso lunedì
Ingresso:
intero Lit.10.000 - ridotto Lit. 7.000
Laboratori didattici
Visite guidate
Catalogo
Federico Motta Editore Lit. 140.000
Informazioni: 011.544132 - 546594
Ufficio stampa: Daniela Trunfio e Emanuela Bernascone.
tel. 011.544132 - 546594 - fax 011.548963 - E-mail: fond.foto.stampa@libero.it
Un'occasione
imperdibile di ripercorrere, attraverso l'ampia antologica del grande maestro
francese, il gusto di un'epoca, l'inizio di un secolo, quello appena trascorso,
che ha visto fra l'altro, la nascita della grande borghesia e delle invenzioni
che hanno cambiato in parte il mondo e la sua visione.
Non poteva esserci titolo più indovinato per le oltre 170 fotografie (stampe
moderne da negativi originali) che saranno esposte per più di due mesi alla
Fondazione Italiana per la Fotografia di Torino. In esso è racchiusa tutta la
filosofia esistenziale ed estetica di Lartigue. Nato nel 1894, egli inizia a
fotografare all'età di 6 anni e come più volte dichiarato nei suoi diari, usa
il mezzo fotografico con un fervore quasi religioso per testimoniare la Gioia
sua e del mondo che lo circondava: un sentimento infantile, legato alla perenne
capacità di stupirsi e al rifiuto di diventare adulto: "scoprire di colpo
l'impotenza vertiginosa di essere un piccolo essere umano alle prese con la
verità delle cose, è questo crescere?"
La vita gli sorrideva sotto tutti gli aspetti: era nato nel posto giusto, al
momento giusto e nella giusta famiglia. I Lartigue possedevano denaro e idee, i
genitori gli inculcarono il grande amore per la cultura, le sue debolezze
contribuirono in modo particolare a segnare l'originalità della sua opera. Uomo
affascinante, ma egocentrico e individualista si definì uno spettatore che
maledice la propria incapacità ad impegnarsi e che concentrato sulla propria
felicità, appena possibile cancella dalla testa i problemi: "Non voglio
prendere in trappola dei pensieri, ma l'odore della mia gioia".. E'
emblematico come, nella sua prolifica produzione siano quasi del tutto assenti
le fotografie della Grande Guerra a cui per altro partecipò (data la sua
esperienza come pilota, fece da autista agli ufficiali), e come nei diari,
evitando la realtà, annoterà solamente: "La guerra continua… gli amici
muoiono…. Bel tempo!". Mentre il mondo era in fiamme, lui coltivava i
ricordi dorati, evitando così la depressione o forse un sentimento di
impotenza.
L'incanto delle prime foto di Lartigue deriva anche dagli ultimi fuochi di un
mondo da tempo scomparso e dalla nostalgia che evocano. Osservò la fine della
Belle Epoque da un punto di vista ideale: quello di una famiglia privilegiata
dotata di una passione entusiasta per la conquista della velocità e per il
progresso tecnologico neo trasporti. All'Esposizione Universale di Parigi del
1900 rimase impressionato dalla Galleria delle Macchine; quello stesso anno una
Panhard (la stessa macchina che possedeva sua padre), vinse la prima corsa
automobilistica Parigi-Lione a una media di 60Km/h e la Kodak introdusse sul
mercato la Brownie: piccolo apparecchio semplice e rudimentale alla portata
anche dei più piccoli. Tre anni più tardi William Wright riuscì a volare per
59 secondi sulle dune di Kitty Hawk nella Carolina del Nord. Forse da qui
nascono l'amore per le immagini in movimento, per quegli "istanti di
mezzo" a lui tanto cari, sospesi e magici come le sue ormai celebri
sequenze dei "salti"
L'amore per l'invenzione lo portò fin dai suoi esordi a sperimentare. A sei
scatta e sviluppa tutto da solo le prime fotografie, utilizzando i raggi del
sole per annerire la carta al citrato attorno agli oggetti, e la
sovraimpressione: nascono i suoi "fantasmi".
Più tardi l'arte sofisticata della sua composizione fotografica si avvarrà
dell'idea di trasformare gli obiettivi gemelli della sua Klapp Nettel, che
servivano a realizzare due scatti 6 x 6, in un obiettivo unico per foto 6 x 13.
Questa tecnica gli consentirà di fermare immagini indimenticabili come quelle
delle corse automobilistiche o delle partite di tennis al Roland Garros.
Il suo mondo era pieno di scherzi, invenzioni, di civetteria, di vento, e di
sogni; solo la solitudine infinita e implacabile del mare, più volte ripresa
rifacendosi all'iconografia pittorica del XIX secolo, ci restituisce il
consapevole disagio di sentirsi lontano dalla vita: "C'è in me uno
spettatore che osserva senza preoccuparsi delle contingenze, senza sapere se
ciò che avviene è serio, triste, importante, divertente o meno. Una specie di
abitante delle stelle sceso sulla terra unicamente per godere dello spettacolo.
Uno spettatore per il quale tutto è marionetta, anche - e soprattutto - me
stesso!"
Rimase uno spettatore tutta la vita e noi ne siamo i fortunati beneficiari e
allora, riprendendo il titolo della mostra dell'80 al Grand Palais di Parigi:
Bonjour Monsieur Lartigue!
JACQUES
HENRI LARTIGUE
Cenni biografici
1894
Nasce il 13 giugno a Courbevoie, figlio secondogenito di una famiglia
benestante.
Dopo pochi anni i Lartigue si trasferiscono a Parigi.
1902
Riceve in dono dal padre la sua prima macchina fotografica. Scatta e
sviluppa tutto da solo le prime fotografie che incollerà su fogli di quaderno.
In questo periodo utilizza i raggi del sole per annerire la carta al citrato
attorno agli oggetti e sperimenta le sovraimpressioni. Nascono in questo modo le
sue fotografie di "fantasmi".
1904
Sulla spiaggia di Merlimont fotografa Gabriel Voisin che prende il volo
sull'aliante Archdeacon.
1906
Il padre acquista la sua prima automobile, una Panhard Levassor. Un anno
più tardi inizia un'assidua frequentazione del campo d'aviazione di
Issy-les-Moulineaux. Grazie alla tessera di membro della Lega Aerea può
fotografare Roland Garros, Latham, Paulhan, Lefèvre, Farman, Blériot.
I Fratelli Lumière mettono a punto il procedimento dell'autocromo.
1910
Al Bois de Boulogne inizia a fotografare le "signore eleganti".
1914
Il 3 agosto la Germania dichiara guerra alla Francia. Il 17 marzo, alla
visita di leva,Lartigue viene dichiarato rivedibile per motivi di salute.
1915
Segue alcuni corsi all'Accademia di Pittura Jullian.
1916
Acquisita una certa esperienza nella guida veloce, con la sua automobile da
corsa si pone al servizio dei medici che curano i feriti di guerra. Incontra
Madeleine Messager, Bibi, che sposerà nel 1919.
1921
Nasce il primogenito Dani. Lartigue dedica sempre più tempo alla pittura.
Nel 1922 i suo debutto come pittore alla Galleria Georges Petit in contemporanea
con Monet. Seguono altre mostre e incontri con Van Dongen, Maurice Chevalier,
Abel Gance, Sacha Guitry e Yvonne Printemps.
1931
Divorzia da Bibi e tre anni più tardi sposerà Marcelle Paolucci, Coco.
Continua la carriera da pittore, espone a Parigi e Marsiglia. Realizza le
decorazioni per alcune serate di gala al casinò di Cannes e Losanna.
1939
Inaugurazione di una sua mostra nelle grandi sale della Galleria Charpentier
a Parigi. La Germania dichiara guerra alla Francia. Un anno più tardi a
Montecarlo incontra Florette Orméa sua terza e ultima moglie.
1943
Con Florette assiste all'arresto di Tristan Bernard e della sua famiglia nel
corso di una retata all'Hotel Windsor di Cannes. Florette raggiunge Jacques a
Parigi.
1944
Liberazione di Parigi. Lartigue scatta decine di fotografie.
1945
Sposa Florette e la loro vita si dividerà tra Parigi e Piscop, nella Val-d'Oise.
1955
Le sue fotografie di Picasso e Cocteau vengono pubblicate in tutto il mondo.
L'associazione Gens d'Images organizza una collettiva che ospita le sue immagini
accanto a quelle di Brassai, Doisenau e Man Ray.
1962
Durante un viaggio negli Stati Uniti, grazie all'aiuto di Charles Rado
(Agenzia Rapho), incontra John Szarkowski, direttore del Dipartimento di
Fotografia del Museum of Modern Art di New York. E' la scoperta e la
consacrazione della sua fotografia.
1963
Il MoMA ospita la mostra The photographs of Jacques Henri Lartigue. LIFE gli
dedica un ampio portfolio. Più tradi conoscerà Hiro e Richard Avedon di cui
diventerà grande amico.
1966
Esce il primo libro delle sue fotografie, cui seguirà nel 1970 Diary of a
Century a cura di Avedon e Bea Feitler.
1971
In occasione della sua mostra alla Photographers' Gallery di Londra,
incontra David Hocney e Cecil Beaton che si è ispirato a una sua fotografia per
creare i costumi di My Fair Lady.
1979
Lartigue firma l'atto di donazione allo Stato dell'intero corpus della sua
opera fotografica (negativi e album originali). Viene creata una struttura
apposita per conservare, catalogare e diffondere questo prezioso patrimonio: l'Association
des Amis de Jacques Henri Lartigue.
1980
Per celebrare l'avvenuta donazione l'Association realizza al Grand Palais la
mostra Bonjour Monsieur Lartigue che fa il giro del mondo con grandissimo
successo di pubblico.
1986
Lartigue muore a Nizza all'età di 92 anni. Nel 1923, 63 anni prima, aveva
scritto: "Morire non è molto di più che dimenticare".
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