
FONDAZIONE
ITALIANA PER LA FOTOGRAFIA
museo della fotografia
storica e contemporanea
Pablo Balbontin Arenas
I DANNATI. IRAQ LA GUERRA SILENZIOSA
con il contributo di
Regione Piemonte
in collaborazione con
Forum delle Associazioni
sede
GALLERIA SAN FILIPPO NERI
Via Maria Vittoria 5 - Torino
inaugurazione
22 aprile ore 19.00
apertura al pubblico
dal 23 aprile al 19 maggio
orario
mart. - ven. 16.00 - 20.00
Sab e dom. 10.00 - 13.00 / 16.00 - 20.00
Lunedì chiuso
volume
Edizioni Angolo Manzoni (€36, 15)
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SEZIONE
FOTOGRAFICA |
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COMUNICATO
STAMPA |
AI
SIGNORI GIORNALISTI VI INFORMIAMO CHE LE FOTOGRAFIE PER LA STAMPA
RIPRODUCIBILI AD ALTA DEFINIZIONE SONO A DISPOSIZIONE NEL NOSTRO SITO
Si narra che il Diluvio Universale nella Mesopotamia sia durato 40 giorni.
Il bombardamento radioattivo del 1991 è durato 39 e l'Embargo quanto durerà?
40 anni o solamente 39? E il popolo dannato sarà pronto a resistere?
Una pallottola esplosa con intenzione, precisa nella sicurezza dell'unica
traiettoria possibile, ha attraversato il parabrezza del taxi che porta Pablo
Balbontin a Baghdad. E' l'inizio del lungo viaggio che il fotografo spagnolo
compie in Iraq nel 1999 in due tappe successive febbraio-marzo e
settembre-ottobre.
Documento unico, che solo la fotografia può testimoniare sulla capacità di
resistenza di un popolo vittima di una guerra crudele e di nove anni di embargo:
senza aiuti esteri, senza medicinali, senza generi di prima necessità.
A oltre 9 anni dal cessate il fuoco Saddam Hussein è ancora al potere e ha
riabilitato la propria immagine nei confronti delle Nazioni Arabe. Uniche vere
vittime i suoi sudditi. Le sanzioni imposte dagli stati vincitori hanno affamato
22 milioni di iracheni e rinforzato il regime.
Dal rapporto UNICEF del 12 agosto 1999:
la mortalità infantile fra i bambini al di sotto dei 5 anni è aumentata del 56 per mille (periodo '84-89) al 131 per mille (periodo '94-'99).· Nello stesso periodo la mortalità perinatale è passata dal 47 al 108 per mille.
L'Embargo è la causa principale della morte di 500.000 bambini
Cancro, leucemie e malformazioni genetiche sono la tragica conseguenza dell'uranio impoverito scaricato nei bombardamenti americani
Prima della guerra il sistema sanitario e scolastico iracheni erano fra i migliori dei Paesi Arabi, oggi gli ospedali soffrono di carenza dei medicinali e di impossibilità di sostituire le attrezzature primarie.
Il 30% dei bambini ha abbandonato le scuole.
Il prodotto interno lordo è sceso da 60 miliardi di dollari (prima della guerra) a 5,7, ovvero 247 dollari pro-capite l'anno: una povertà maggiore di quella di molti paesi dell'Africa subsahariana.
Questo è l'universo umano che Balbontin fotografa lasciando da parte ogni
sensazionalismo. Un diario appassionato, ma sempre lucido e quanto possibile
distaccato. E' la fotografia che deve testimoniare immagine dopo immagine il
dramma di un popolo, immagini sulle quali è bene riflettere per ritrovare e
rinforzare la nostra coscienza civile.
Balbontin entra nelle moschee, gira per le strade, guarda i passanti, i negozi,
osserva la vita che continua e si reinventa giorno dopo giorno per
sopravvivenza. L'icona di Saddam lo segue ovunque, dipinta sui muri,
incorniciata nei negozi dove contende lo spazio a Benny Goodman, e a Leonardo di
Caprio.
Il racconto attraversa le grandi questioni del paese: la sanità, il lavoro
minorile, la scolarizzazione e attorno a questi, le donne, la religione e la
vita quotidiana… Testimonianza dell'inaccetabilità di una punizione
collettiva, che colpisce gli strati più deboli, nella violazione sistematica
dei diritti umani e in particolare del diritto alla vita, in contraddizione con
quella "legalità internazionale" in nome della quale si pretende di
agire.
Pablo Balbotín Arenas è nato a Siviglia e si è laureato in
giornalismo all'Università Complutense Madrid nel 1990. Da allora si è sempre
dedicato al fotogiornalismo lavorando, tra gli altri, per l' ABC di Siviglia e
per Andalucía Actualidad .
Col tempo abbandona la pura cronaca per dedicarsi ai temi sociali che lo portano
di volta in volta in Turchia per testimoniare la tragedia curda, in Messico
durante la Marcia Zapatista dell'EZLN e poi in Albania, Kosovo, Mozambico, Iraq
e ovunque possa denunciare con le sue immagini le grandi ingiustizie
dell'umanità.
Dal 1994 vive in Italia (Torino) e collabora con l'agenzia Grazia Neri di
Milano.
Ufficio Stampa
Fondazione Italiana per la Fotografia
Daniela Trunfio - Emanuela Bernascone
Tel +39.011.544132 - 546594 cell. 339.6116688
E mail fond.foto.stampa@libero.it
Il comunicato stampa integrale e una serie di immagini
delle mostre di Migliori sono scaricabili dal sito www.fif.arte2000.net
Informazioni
Fondazione Italiana per la Fotografia
Via Avogadro 4
Orari della mostra
Mart. - ven. 16.00 - 20.00
Sab. e dom. 10.00 - 20.00
Fino al 24 marzo
Ingresso intero
€ 5.16 - ridotto € 4.13
www.fif.arte2000.net
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