
FONDAZIONE
ITALIANA PER LA FOTOGRAFIA
museo della fotografia
storica e contemporanea
JOAN FONTCUBERTA
SCHERZI DELLA NATURA
|
SEZIONE FOTOGRAFICA |
|
COMUNICATO STAMPA |
SCHERZI DELLA NATURA
Trilogia del dubbio
Progetto espositivo in tre parti
di Joan Fontcuberta
In collaborazione
con Palazzo delle Esposizioni di Roma e Istituto Cervantes (Roma)
14 novembre - 9 dicembre
Fauna
ovvero l'autenticità della Scienza
14 dicembre - 6 gennaio
L'Artista e la Fotografia
ovvero l'autenticità della Pittura
11 gennaio - 27 gennaio
Sputnik
ovvero l'autenticità della Storia
Regia e allestimento
Joan Fontcuberta
Attori
Dr. Peter Ameisenhaufen (zoologo), Colonnello Ivan Istochnikov (astronauta),
Pablo Piccaso, Salvador DalÌ, Joan Mirò, Antoni Tàpies
Oggetti di scena
Belve e mostri insoliti, strumentazioni e reperti scientifici, razzi
impressionanti e
navicelle spaziali, misteriose meteoriti radioattive e tute di astronauti…
e molte altre meraviglie
Ingresso ai tre viaggi fantastici
(tessera multipla)Intero Lit. 15.000 - ridotto Lit.13.000
Ingresso singolo Intero Lit. 12.000 - ridotto Lit. 9.000
Venite signore e signori a vedere queste meraviglie
SCHERZI DELLA NATURA
Trilogia del dubbio
Progetto espositivo in tre parti
di Joan Fontcuberta
In collaborazione
con Palazzo delle Esposizioni di Roma e Istituto Cervantes (Roma)
Catalogo Edizioni Contrasto
Lit. 50.000
Informazioni: 011.544132 - 546594
Ufficio stampa: Daniela Trunfio e Emanuela Bernascone.
tel. 011.544132 - 546594 - fax 011.548963 - E-mail: fond.foto.stampa@libero.it
AI SIGNORI GIORNALISTI VI INFORMIAMO CHE LE FOTOGRAFIE PER LA STAMPA RIPRODUCIBILI AD ALTA DEFINIZIONE SONO A DISPOSIZIONE NEL NOSTRO SITO
La Mostra
Joan Fontcuberta è sicuramente uno dei più interessanti fotografi ed artisti del nostro tempo. In mostra una serie di lavori che giocano con la capacità di manipolazione della fotografia, la sua virtuale possibilità di falsificazione, il dubbio insito in ogni comunicazione visiva sia essa artistica o documentaria.
Quando osserviamo una fotografia siamo certi di ciò che vediamo o non è invece possibile dubitare della veridicità del documento?
Da
molto tempo Fontcuberta lavora nell'ambito della cultura del sospetto.
Dalle sue immagini e dalle sue installazioni, affiora costantemente il dubbio
della realtà, della sicurezza della percezione e della visione.
I progetti in mostra - Fauna, Art, Sputnik - vengono presentati a Torino, dopo
la tappa di Roma (Palazzo delle Esposizioni luglio-ottobre).
In queste serie, veri, piccoli, divertenti trattati sulla pedagogia del
dubbio, ad incrinarsi è la nozione stessa di verità, in un mondo come il
nostro dominato dalla comunicazione e dalla tecnologia. Con humor fine e
impertinente alla Oscar Wilde, Fontcuberta compone una riflessione
metafotografica e, utilizzando la stessa strategia di un prestidigitatore, ci
rivela i trucchi - politici, ideologici, epistemologici - con cui l'illusione si
confonde con la realtà e ci mostra come non sempre la scienza, la storia, il
documento - soprattutto se fotografico - siano del tutto affidabili e
attendibili.
Fotografie, veri/falsi documenti "storici", installazioni e reperti,
compongono una messinscena avvincente e disegnano un itinerario divertente ed
insolito, tracciato dal "mago" Fontcuberta, sempre al limite tra
verità e dubbio.
Molto curiosa e in sintonia con l'idea cara all'Autore, la veste grafica ed editoriale del catalogo (edito da Contrasto dall'edizione originale di Actar), che ricopia fedelmente un numero della famosissima rivista National Geographic.
La Didattica
La
Sezione Didattica, con la consulenza di Roberto Zanello, ha organizzato 3
laboratori specifici a tema che si propongono di far giocare gli studenti con
"il dubbio", creando scherzi della natura, equivoci artistici, false
notizie giornalistiche, perseguendo uno degli scopi principali dell'attività
della didattica che è quello di insegnare a leggere oltre l'immagine. I
laboratori per Fauna e Sputnik si avvarranno della collaborazione del Museo
Regionale di Scienze Naturali. Sono inoltre in programma interventi letterari
realizzati con gli studenti durante le serate musicali curate dal Maestro
Riccardo Piacentini.
Per l'occasione ad ogni classe partecipante, verrà inviato un kit apposito di
istruzioni per raccogliere in modo mirato, materiali e dati che consentiranno
completare al meglio il lavoro in Fondazione.
Informazioni
Sede
Fondazione Italiana per la Fotografia
Via Avogadro 4
10121 Torino
Inaugurazione
Martedì 13 novembre
Dalle 19.30 alle 22.30
Apertura al pubblico
14 novembre - 27 gennaio 2002
Orario
mart. - ven. 16.00 - 20.00
Sabato e domenica 10.00 - 20.00
Ingresso
tre viaggi fantastici (tessera multipla)
Intero Lit. 15.000 - ridotto Lit.13.000
Ingresso singolo
Intero Lit. 12.000 - ridotto Lit. 9.000
Ufficio Stampa
Daniela Trunfio - Emanuela Bernascone
Tel. 011.544132 - 546594 - 339.6116688
Fax 011.548963
E mail fond.foto.stampa@libero.it
Sito: www.fif.arte2000.net
Introduzione
Intervenendo
di recente a una conferenza, Fontcuberta ha dichiarato: "Mi piacerebbe
pensare che la Fotografia non appartenesse alla sfera dell'Arte, ma a quella
della Filosofia e che perciò fosse insegnata nelle Università e non nelle
Accademie.
Credo che la fotografia sia caratterizzata da una valenza epistemologica e
deontologica più che da quella estetica".
Per meglio comprendere l'opera di uno tra i più importanti artisti
internazionali del dopoguerra, bisogna ricordare che prima di diventare
fotografo, Fontcuberta ha lavorato come creativo pubblicitario e giornalista.
Da qui la completezza del suo fare artistico che partendo dalla filosofia del
dubbio e tramite la fotografia, va ad abbracciare l'arte a 360°, in cui
fotografia, teatro, illusionismo, grafica, scrittura lavorano insieme per
seminare nello spettatore/visitatore il germe del
dubbio.
Il Dubbio, dice Fontcuberta, nasce là dove viene richiesta una più attenta
lettura a discapito della negativa, e oggi più che mai pericolosa,
superficialità con la quale immagazziniamo dati di ogni genere: fotografia,
arte, dati scientifici, articoli di giornale, slogan pubblicitari, comunicazione
in genere.
Il Dubbio presuppone approfondimento, volontà di comprendere e di non lasciarsi
manipolare dall'apparenza.
La mostra/evento è stata progettata da Fontcuberta negli spazi della
Fondazione, sua la cura della disposizione delle opere.
Scherzi della Natura è una trilogia, un viaggio in tre tappe tutte ugualmente
interessanti, nel fantasticoreale mondo del fotografo spagnolo.
Nella teatralizzazione di ogni singolo episodio espositivo il coinvolgimento
dello spettatore sarà di fondamentale importanza. La scoperta di alcune parole
chiave di dettagli irreali mischiati al dato scientifico o artistico è il
segreto della riuscita dello "scherzo".
L'Autore
Joan
Fontcuberta nasce a Barcellona nel 1955. Svolge un'attività intensa e
diversificata nel mondo della fotografia: è artista, docente, critico e
curatore di mostre. Ha insegnato presso numerosi centri e università in Europa
e negli Stati Uniti, ha collaborato con molte riviste specializzate nel mondo
dell'arte e dell'immagine. Nel 1980 ha fondato la rivista bilingue
(inglese/spagnolo) "Photovision" di cui è ancora caporedattore. Attualmente
è professore di Comunicazione Audiovisiva all'Università Pompeu Fabra di
Barcellona.
Ha promosso e fondato diverse manifestazioni dedicate alla cultura fotografica e
tra le più importanti: la Primavera Fotografica (Barcellona, dal 1982). Nel
1996 è stato direttore artistico dei Rencontres Internationals di Arles. Molte
le istituzioni e i musei che ospitano le sue opere; fra questi segnaliamo: The
George Eastman House (Rochester, 1985), Folkwang Museum (Essen, 1987), Museum of
Modern Art (New York, 1988), The Photographer's Gallery (Londra, 1988) IVAM
(Valencia, 1992), Museo de Bellas Artes (Bilbao, 1995), Musée de l'Elysée
(Losanna, 1999).
In mostra
LA FAUNA SEGRETA
All'inizio degli anni '80 venne alla luce l'archivio del Professor Peter
Ameisenhaufen: una documentazione minuziosa delle sue spedizioni in tutto il
mondo alla ricerca delle eccezioni alla teoria darwiniana sull'evoluzione. Fino
ad allora Ameisenhaufen, e il suo bestiario fantastico, erano assolutamente
sconosciuti, sia per pubblico che per la stessa comunità scientifica.
Precursore della teratologia*, Ameisenhaufen (1895-1955) era un
personaggio misterioso, assorto nello studio di ibridi, mutazioni e
malformazioni genetiche. Fu docente presso la Ludwig Maximilian Universität di
Monaco, sino alla sua espulsione per circostanze oscure, nel 1932. Da quel
momento viaggiò per i cinque continenti con una piccola equipe di collaboratori
e scienziati tra i quali spiccava Hans von Kubert, biologo mediocre, ma
eccellente fotografo. Il risultato del suo lavoro è un'ingente quantità di
fotografie, manoscritti, disegni di ambienti naturali, registrazioni sonore,
radiografie e, laddove fu possibile catturare degli esemplari, persino animali
sezionati.
Tutto questo rende nota l'esistenza della Neue Zoologie, che raggruppa una fauna
incredibile e in molti casi estinta, di cui per fortuna si conserva questa
impressionante memoria foto-grafica e documentaria che qui presentiamo. La
divulgazione delle ricerche di Ameisenhaufen causò inizialmente una profonda
controversia, ma l'evidenza inconfutabile apportata delle testimonianze visive e
scritte, mise a tacere qualsiasi dubbio o sospetto,
Oggi possiamo rivalutare tutto questo materiale per il suo indiscutibile
interesse scientifico, ma anche come specchio della Nuova Fotografia e
dell'estetica documentaria che imperò negli gli anni '30 e '40.
*: teratologia studio delle mostruosità congenite negli esseri viventi.
L'ARTISTA E LA
FOTOGRAFIA
La cultura visiva del XX secolo è dominata dal cinema, dalla televisione e,
oggi, da internet, media che utilizzano in modi diversi la fotografia. È dunque
logico pensare che la visione prodotta dalla macchina fotografica abbia
contribuito a formare la sensibilità moderna. Ma quale impronta ha lasciato
sull'opera dei grandi geni della pittura? Questa mostra inizia esplorando i
possibili dialoghi tra pennello e fotocamera, concentrandosi sui quattro pittori
spagnoli che hanno avuto maggiore eco sulla scena internazionale: Picasso, Miró,
Dalí e Tàpies.
L'entità della collezione che presentiamo, pur comprendendo opere sconosciute e
di rilevante valore plastico, è di modeste proporzioni e rappresenta
l'anteprima di studi più profondi e di selezioni più esaustive. Per quanto
spesso si tratti soltanto di schizzi preparatori o di opere incompiute, questi
pezzi anticipano le preoccupazioni estetiche dei quattro artisti e aiutano a
capire il loro processo creativo.
Con alcuni semplici esempi di fotografia diretta, fotogrammi, fotocollages e
altre sperimentazioni con l'immagine fotografica, si offre una chiara idea di
come la fotografia vivifichi la creatività del pittore e si converta in
supporto creativo di nuove esperienze espressive.
Come scrisse il critico statunitense Rosalynd Kroll: "L'aspetto positivo
della mostra non è tanto nella scoperta di lavori del tutto inediti di questi
mostri sacri moderna, (l'intenzione non è quella di ridicolizzare gli agiografi
ufficiali); Ciò che è veramente conta è che questo "scoop" mina le
fondamenta stesse della storia, obbligandoci a riscriverla alla luce
dell'incontro/scontro con la fotografia.
Joan Fontcuberta - Curatore della mostra "L'artista e la Fotografia"
L'ODISSEA DELLA
SOYUZ 2
Questa mostra narra la cronaca di uno degli episodi più tragici e
incredibili della storia dell' astronautica: erano gli anni in cui Stati Uniti e
l'URSS lottavano contro il tempo per arrivare primi sulla Luna. Le pressioni
politiche erano sicuramente prioritarie rispetto alle garanzie di sicurezza
offerte dalla tecnologia, e la corsa spaziale aveva già mietuto parecchie
vittime.
Per riconquistare prestigio dopo il disastro della Soyuz 1, che si disintegrò,
l'alto comando sovietico si prefisse, per la missione successiva, degli
obiettivi spettacolari. Il 25 ottobre del 1968 fu lanciato dalla base spaziale
di Baikonur la Soyuz 2 , con a bordo l'astronauta Colonnello Ivan Istochnikov e
il cane Kloka. La sua missione consisteva nel provare ad agganciarsi in orbita
alla navicella gemella Soyuz 3, ma la manovra fallì e si perse ogni contatto
con la capsula di Istochnikov.
Quando, parecchie ore dopo, la Soyuz 2 fu recuperata Istochnikov era sparito e
il modulo presentava segni di impatto con un meteorite. Non si seppe mai con
certezza che cosa era successo e l'enigma si chiuse con una serie di congetture.
Sia che si trattasse di sabotaggio o di incidente durante l'uscita dal veicolo,
il Politbureau non volle mai riconoscere la fastidiosa perdita di un uomo nello
spazio. La versione che fornirono fu che la Soyuz 2 era pilotata
automaticamente, e quindi non vi era nessuno a bordo.
Per sostenere la credibilità, le foto di Istochnikov furono tolte dalla
circolazione o ritoccate per escluderlo dall'iconografia ufficiale, gli archivi
furono manipolati, i compagni ricattati e la famiglia confinata in Siberia:
l'astronauta Istochnikov ufficialmente non era mai esistito. La storia è stata
riscritta secondo i dettami di un'oscura "ragione di Stato", la
Realtà superava il più incredibile argomento fantascientifico…
Solo con la caduta del comunismo e l'avvento della perestroika i documenti
segreti furono resi noti e gli investigatori poterono accedere agli archivi per
riannodare il filo della storia. È stato possibile realizzare questa mostra con
i dati attualmente disponibili e con fotografie e materiali di diversi archivi e
della stessa famiglia Istochnikov raccolti dalla Fondazione Sputnik di Mosca.
Ufficio
Stampa
Daniela Trunfio - Emanuela Bernascone
Tel. 011.544132 - 546594 - 339.6116688
Fax 011.548963
E mail fond.foto.stampa@libero.it
Sito: www.fif.arte2000.net
| HOME - F.I.F. |