
FONDAZIONE
ITALIANA PER LA FOTOGRAFIA
museo della fotografia
storica e contemporanea

ROBERT DOISNEAU
"LA DOLCE VISTA"
Museo
della Fotografia Storica e Contemporanea
Torino - Via Avogadro 4
Inaugurazione
Martedì 12 settembre 2000 dalle ore 19.00
Apertura
al pubblico: dal 13 settembre al 5 novembre
Orario: martedì - venerdì: 15.00 -19.00
Sabato e domenica: 10.00 - 19.00
Chiuso Lunedì
Ingresso:
Intero Lit. 10.000 - Ridotto Lit. 7.000
Attività didattica
Visite guidate
Informazioni: 011.544132 - 546594
Ufficio
stampa: Daniela Trunfio e Federica Rocca
tel. 011.544132 - 546594 - fax 011.518963 - E-mail: fond.foto.stampa@libero.it
Con
il contributo di
Lavazza
Dopo
William Klein, Dorothea Lange, Henri Cartier-Bresson e Margaret Bourke White, un
altro grande maestro è ospite della Fondazione Italiana per la Fotografia.
Robert Doisneau (1912-1994) è il rappresentante più famoso della
"fotografia umanista" e ha per compagni di viaggio nomi del calibro di
Willy Ronis, Marcel Bovis Brassaï e Izis. Insieme e in modo diverso questi
autori e soprattutto Doisneau hanno scritto una certa poesia di Parigi: selciati
umidi di pioggia, riverberi solitari, luci grigioperla del mattino; una Parigi
di piccola gente, di arie di fisarmonica, di grandi e bambini, i cui sguardi
trasudano umanità e tenerezza.
LA
DOLCE VISTA raccoglie 60 stampe originali provenienti dalla Collezione del Fonds
National d'Art Contemporain di Parigi e dalle figlie di Doisneau.e presenta un
concentrato dell'opera del grande fotografo francese.
Dalle serie delle Banlieues tra le quali spicca la storica Banlieue la nuit del
1947, a quelle dedicate ai bambini: Le dent (1956), Les Frères (1934), Les
petits enfants au lait (1932). Immancabili i celebri "baci" da Le
baiser de l'hôtel de ville (di cui si può ammirare la prima stampa del 1950) a
Baiser blottot e al Baiser valsé anch'essi datati 1950.
Robert Doisneau, membro dell'agenzia francese Rapho, è rappresentato in esclusiva per l'Italia dall'agenzia Grazia Neri.
ROBERT DOISNEAU LA VITA E L'ARTE
Doisneau
nasce il 14 aprile del 1912 a Gentilly, un sobborgo di Parigi e la periferia lui
ce l'ha dentro di sé, le sue atmosfere, i suoi abitanti, non lo abbandoneranno
mai: non a caso Banlieue la nuit (1947) e Paris de nuit (1933) di Brassaï sono
nella storia del fotografia le immagini simbolo della nostalgica evocazione di
un'epoca.
Diplomatosi incisore litografo alla scuola di Estienne decide di abbandonare
bulino e laboratori rifiutando la visione artistica classica, facendo esperienza
nel cuore di un mondo che nessuno considerava e utilizzando un mezzo
d'espressione disprezzato: la fotografia.
"Quando ho iniziato io, il fotografo era nel migliore dei casi un ingegnoso dilettante la cui attività era tollerata a patto che ci si accontentasse di restare ai margini delle vere corporazioni. Quanto ai Signori della Cultura Ufficiale, quelli non scherzavano: bastava accennare alla fotografia che li si poteva vedere, dimentichi delle antiche contese, formare quadrato e marciare compatti" (1).
E' a questo punto, agli inizi degli anni trenta che Doisneau fa la sua scelta di vita: vivere come fotografo, vivere di un mestiere per la cui libertà e dignità si è sempre battuto; passando dal mestiere all'arte rubando un po' di tempo ai suoi datori di lavoro, riprendendo cose che non interessavano a nessuno e che non avevano nessun valore commerciale. I suoi "padroni" dalla Renault (1934-1939) a Vogue (1949-1951) sono stati sempre abbandonati e anche il sodalizio con l'Agenzia Rapho iniziato nel '46 e durato una vita salvo l'intervallo della guerra, gli ha creato almeno agli inizi qualche problema. La Parigi di Doisenau, le cui immagini lo hanno reso celebre, non era infatti la Parigi convenzionale voluta dall'ambiente professionale. Ma proprio in questa Parigi egli trovava non solo la sua materia, ma la sua stessa ragione di essere fotografo.
"Vi spiego come mi prende la voglia di fare una fotografia. Spesso è la continuazione di un sogno. Mi sveglio un mattino con una straordinaria voglia di vedere, di vivere. Allora devo andare. Ma non troppo lontano, perché se si lascia passare del tempo l'entusiasmo, il bisogno, la voglia di fare svaniscono. NON CREDO CHE SI POSSA VEDERE INTENSAMENTE PIÙ DI DUE ORE AL GIORNO" (2).
Per Doisneau la fotografia è prima di tutto un bisogno del tutto privato, un "desiderio di registrare", il soddisfacimento di una necessità che toglie al suo lavoro ogni elemento di calcolo e ogni ricerca di perfezionismo rendendolo infinito. Le fotografie hanno per lui un valore d'uso: circola tra gli amici, vengono mostrate agli amici che se ne servono.
"un fotografo animato dal solo bisogno di registrare quello che lo circonda non aspira a ottenere risultati economici e non si pone i limiti di tempo che ogni produzione professionale comporta" (3).
Il tempo il suo dilatarsi e compenetrarsi con il suo essere fotografo è forse insieme all'istinto, una delle note dominanti del suo lavoro. Doisneau preferiva essere definito "pescatore di immagini" più che cacciatore, e sentiva la necessità di immergersi completamente nella realtà. Ed è ancora un tempo particolarissimo quello che Doisenau ci restituisce con le sue immagini. Nel frammento di tempo bloccato dallo scatto c'è sempre infatti un inizio che continua, una fuga infinita del tempo (4).
Note
(1) (2) (3) da: Robert Doisneau: Three Seconds of Eternity
(4) Lalla Romano, Il fotografo poeta prefazione a Robert Doisneau, Federico
Motta Editore, 1996
BIOGRAFIA
1912
Nasce a Gentilly, sobborgo di Parigi
1926 Viene ammesso alla scuola Estienne di Parigi dove segue corsi di litografia
1929 Ottiene il diploma di incisore
1930 Esordisce nel campo della fotografia pubblicitaria
1932 Vende il suo primo servizio alla rivista Excelsior
1934 Viene assunto come fotografo industriale alle Officine Renault di Parigi
1939 Viene licenziato per ripetuti ritardi. Incontra Charles Rado, fondatore
dell'Agenzia Rapho e comincia a fotografare per le strade.
Viene richiamato in fanteria
1942 Incontra Maximilien Vox che lo incarica di illustrare un libro Les nouveaux
destins de l'intelligence française
1945 Entra a far parte dell'Agenzia Alliance Photo.
Incontra Blaise Cendrars, Jacques e Pierre Prévert e inizia a collaborare con
Pierre Betz editore di Le Point
1947 Premio Kodak
1949 Firma un contratto con Vogue
1952 Lavora con Robert Giraud sul tema "Parigi e i suoi personaggi di
notte"
Comincia con Maurice Baquet una sinfonia fotomusicale Violoncelle-slalom
tutt'ora incompiuta
1956 Premio Niépce
1960 Viene inviato per errore a Palm Spring, California, per un servizio sul
golf
1968 Servizio "URSS, cinquant'anni di realizzazioni sovietiche" per la
Vie Ouvrière
1973 Realizza con François Porcile un cortometraggio Le Paris de Robert
Doisenau
1978 Partecipa al film di Fernand Moscowicsz Trois jours, trois photographes con
Jeanloup Sieff e Bruno Barbey
1979/1982 Partecipa a varie trasmissioni televisive, tra cui Poète et Pièton
LE FOTOGRAFIE IN MOSTRA
Per gentile concessione delle figlie di Doisneau
·
LA SEINE, EN AMONT DU PONT SOSPENDU D'ALFORTVILLE, 1945
· SENZA TITOLO, 1972
· BANLIEUE - PLACE JULES FERRY - MONTROUGE (92), 1944
· BANLIEUE - AVENUE DU FORT - MANIFESTATION POUR LA PAIX, 1949
· BANLIEUE - GENTILLY - LE CINÉMA GALLIA, 1948
· BANLIEUE - LES AGENTS CYCLISTES, 1945
· BANLIEUE - ISSY-LES-MOULINEAUX, 1962
· PARIS - EN REGARDANT LA JOCONDE AU LOUVRE, 1945
· PARIS - UNE FEMME PASSE… DANS LES SALONS DU CLARIDGE, 1947
· PARIS - BAISER BLOTTOT, 1950
· BANLIEUE - ST. DENIS - AU BON COIN, 1945
· GENTILLY - DIMANCHE EN BANLIEUE - CYCLOCROSS, 1947
· PARIS - BAISER VALSÉ, 1950
· PARIS - LES BOUCHERS MÉLOMANES, 1953
· PARIS - LES HALLES, 1964
· PARIS - FF1 AU REPOS, 1944
· PARIS - LA GRÈVE DES TANSPORTS, 1945
· PARIS - HÔTEL NOTRE DAME, 1944
· PARIS - AFFICHAGE NOCTURNE 1944
· PARIS - RUE DE SEINE - VITRINE GALERIE ROMI, 1948
Dalla collezione del Fonds National d'Art Contemporain di Parigi
·
LES CAGEOTS DES HALLES, S.D.
· L'INNOCENT, 1949
· LA SONNETTE, 1934
· LES FRÈRES, 1934
· LA MAISON DES LOCATAIRES, 1962
· LA COMMUNION DE MONIQUE, 1944
· PARIS-DÉCOR, MARCHÉ SAINT HONORÉ, S.D.
· LES HALLES, S.D.
· LES LILAS DE MÉNILMONTANT, 1956
· MUR ET AFFICHES, 1930
· LE REMORQUEUR, 1946
· LA RUE CHAUDE, PARIS, 1952
· PROSTITUÉE, 1952
· GEORGES ET RITON, 1952
· CANAL SAINT MARTIN GELÉ, 1954
· LA CHAMINÉE DE MADAME LUCIENNE, 1953
· LES HARICOTS VERTS, 1945
· L'ENFANT PAPILLON, 1945
· LES VINGT ANS DE JOSETTE, 1947
· BANLIEUE LA NUIT,1947
· BAL MUSETTE, 1951
· LA DERNIÈRE VALSE, 1949
· LE RAGARD OBLIQUE, 1948
· MADEMOISELLE ANITA, 1951
· LA FUITE DES MARIÉS, 1951
· PARIS A 2000 ANS, 1951
· LEVER DE POIDS, 1952
· LE DENT, 1956
· DEVANT LA JOCONDE (MUSÉE DU LOUVRE), 1947
· LA JOCONDE, 1947
· CAFÉ NOIR ET BLANC, 1948
· CRÉATURES DE RÊVE, 1952
· L'INFORMATION, 1956
· L'ENFER, 1952
· LES PETITS ENFANTS AU LAIT, 1932
· LE MANÈGE DE M. BARRÉ, 1955
· GÉOLOGIE DE LA BANLIEUE, 1945
· LE CLAIRON DU DIMANCHE MATIN, 1947
· LA DAME INDIGNÉE, 1948
· LE BAISER DE L'HÔTEL DE VILLE, 1950
· LE PREMIERS PAS, 1948
· LE PREMIERS PAS, 1948
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