AUTOPRESENTAZIONE
La mia scelta di una pittura rappresentativa è giustificata dalla volontà di superare quell'impressione della realtà come trasparenza ed immediatezza senza misteri
così come viene imposta dai mass media e dall'approccio funzionalista del sapere
tecnico-economico. 
Ad interessarmi è il rapporto dell'arte con la realtà nel suo complesso e il mio obiettivo è diretto verso le forme del sapere collettivo, quest'ultimo inteso come qualcosa che può essere delimitato solo parzialmente e quindi come spazio del possibile più che , del valore, spazio dell' interpretazione-rielaborazione della realtà.
Per ogni scena che costruisco saccheggio riferimenti e immagini dalle più diverse epoche e contesti per ottenere un effetto-puzzle che rivela le situazioni come frutto di stratificazioni culturali e temporali.
Le scritte che campeggiano come titoli dipinte direttamente all'interno dei miei quadri prendono ispirazione dalla cartellonista cinematografica e dai
fumetti ma sono sviate dalla loro funzione comunicativa semplice, dato che le immagini che le accompagnano non ne sono 1'illustrazione servile ma le smentiscono, le mettono in contraddizione inventando sottintesi che vengono colti solo ad una lettura attenta.
L'adozione di un tema o di un riferimento di partenza è ogni volta destrutturato e reinterpretato dalla complessità dell'immagine.
Tratto brani della storia del pensiero e concetti scientifici come improbabili frasi da fumetto e stravolgo titoli di film di fantascienza in raffigurazioni trasla.te di situazioni ben più concrete.
L'adozione di una figurazione narrativa è spinta infatti tutta sul versante dell'iperbole
dell'eccesso e i personaggi della storia recente e passata sono tutti ugualmente vittime di un vortice paradossale dove
ogni cosa é minacciata nella sua assolutezza.
L'incontro di diverse cronologie ricerca un tempo più vasto dove ogni cosa è relativa ad infinite altre cose.
La struttura a collage di elementi assemblati ritorna oltre che nelle immagini, spesso costruite dalla giustapposizione di monocromi di vari colori, anche nei supporti che scelgo e che voglio siano altrettanto improbabili e "costruiti".
Le mie installazioni infatti sono sculture fatte combinando quadri diversi e incrociando scene opposte nella stessa situazione ma
mantenendo un approccio bidimensionale che si distacca da un'idea dell'opera ambientale come qualcosa di più vicino ad un'esperienza diretta.
Walter Bortolossi